NCS Second Chance – La rubrica dedicata a tutti quei prodotti audiovisivi non particolarmente apprezzati in un primo momento, ma che a nostro avviso meritano una seconda possibilità, oggi vi porta alla riscoperta di un intero universo supereroistico condiviso.
Non stiamo parlando del solito Marvel Cinematic Universe, bensì del cosiddetto “Arrowverse”, basato sui personaggi di casa DC Comics e sviluppato da Greg Berlanti per l’emittente televisiva statunitense The CW. E per entrare più nello specifico della questione andiamo ad approfondire insieme serie dopo serie tutti i tasselli di questo interessante puzzle!
La serie capostipite di questo universo televisivo – che ne prenderà poi il nome – è appunto “Arrow”, che debuttò negli Stati Uniti nell’autunno del 2012. Il successo fu immediato e ben maggiore di quanto probabilmente gli stessi addetti a lavori si aspettassero in quegli anni. In un’epoca in cui lo streaming non era ancora quello che è oggi, questa “piccola” produzione di casa DC riuscì a ritagliarsi una distribuzione sostanzialmente su scala globale, forte anche di un’evidente somiglianza con le atmosfere della trilogia su Batman di Cristopher Nolan.
In Italia fu Mediaset ad acquisirne i diritti di trasmissione, e l’Arciere di Smeraldo trovò su Italia Uno la casa ideale in cui crescere. Qui da noi il successo di questa serie, almeno inizialmente, fu forse addirittura maggiore che in patria. Risultò la serie più vista del 2013, con picchi di oltre 3.400.000 spettatori e oltre il 12,5% di share. Numeri che Italia Uno non è stata più in grado quasi mai di replicare, con nessun programma. Tutto questo spinse addirittura l’attore protagonista Stephen Amell a ringraziare pubblicamente i fan italiani su Twitter.
@Screen Twitter Stephen Amell
Dopo le prime tre stagioni – molto apprezzate da fan e critica – la serie ha poi vissuto dei fisiologici alti e bassi, arrivando infine a concludersi con l’Ottava stagione nel 2020. Senza fare troppi spoiler, il personaggio di Oliver Queen ha raggiunto il suo picco narrativo durante il crossover “Crisi sulle Terre Infinite”, andato in onda prima dell’inizio della pandemia, e che ha sancito di fatto l’inizio della fine di questo intero universo televisivo, non prima di essere riuscito ad introdurre anche una sua versione della Justice league.
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