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Il mistero dei templari – La serie: la recensione dei primi due episodi

di Gabriele Di Nuovo

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Disponibile con i primi due episodi il 14 dicembre su Disney+, “Il mistero dei templari – La serie” è uno show diretto da Mira Nair. Il cast è formato da Lisette Olivera, Zuri Reed, Antonio Cipriano, Jordan Rodrigues, Jake Austin Walker e Catherine Zeta-Jones. Riprendono i loro ruoli dopo le pellicole con Nicolas Cage, Justin Bartha e Harvey Keitel. La serie è creata da Marianne & Cormac Wibberley.

Dopo il secondo capitolo arrivato nelle sale nel 2007, “Il mistero dei templari” ritorna con una serie su Disney+. Ambientata nello stesso universo delle pellicole con Nicolas Cage, la serie ideata da Marianne & Cormac Wibberley porta su schermo una nuova storia e dei nuovi protagonisti. Un mistero familiare e dei cacciatori di tesori minacciosi sono gli ingredienti di questa avventura che porterà lo spettatore dietro un mistero irrisolto da secoli. Ma i primi due episodi riescono a coinvolgere sin da subito il pubblico? La risposta è assolutamente sì. Nonostante la semplicità del racconto portato su schermo, “Il mistero dei templari – La serie” funziona e con i suoi primi due episodi mette le carte in tavola per quello che seguirà nelle prossime settimane.

Misteri di famiglia dal passato

Jess Valenzuela (Lisette Olivera), una giovane amante di storia, enigmi e avventure, si ritroverà coinvolta insieme ai suoi amici nella più grande caccia al tesoro mai vista al mondo. L’incontro con l’ex agente del FBI Peter Sadusky (Harvey Keitel), porterà Jess a scoprire non solo un tesoro inestimabile, ma il passato della sua famiglia. Ad ostacolare questa insolita squadra di cacciatori di tesori, troviamo la cinica Billie (Catherine Zeta-Jones), esperta nel settore e al soldo di una persona molto pericolosa. Riusciranno i nostri protagonisti a trovare l’ambito tesoro e proteggerlo dalle mani sbagliate? I primi due episodi de “Il mistero dei templari – La serie” introducono al meglio i protagonisti della storia, dando così il via alla caccia al tesoro.

Nonostante l’assenza di Nicolas Cage, offrendo quindi una nuova prospettiva di questo universo cinematografico, “Il mistero dei templari – La serie” porta su schermo le atmosfere e la leggerezza delle due pellicole arrivate in sala. La storia non presenta soluzioni narrative rivoluzionarie o personaggi con molte sfumature, ma nella sua semplicità, i primi due episodi dello show riescono a immergere al meglio lo spettatore nel racconto. Sicuramente per chi si aspetta qualcosa di più, potrebbe restare deluso, ma in casi come questi le parole chiave sono due: semplicità ed efficacia.

Una storia semplice ed efficace

“Il mistero dei templari – La serie” porta su schermo con i primi due episodi introduttivi, una storia semplice e interessante. Presentando i vari protagonisti e mettendo in scena sin dal pilot gli eventi che porteranno Jess e i suoi amici a cambiare completamente la loro vita, è evidente sin da subito lo schema narrativo dello show. La serie ideata da Marianne & Cormac Wibberley, non punta ad essere una rivoluzione per la serialità televisiva, ma una espansione delle pellicole arrivate in sala tra il 2004 e il 2007. Questo non porta solo al ritorno di Harvey Keitel, ma il tono leggero e avventuroso dei film è evidente sin dai primi minuti del primo episodio. La presentazione dei personaggi è molto diretta e mette sin da subito in evidenza i caratteri dei protagonisti.

 

il mistero dei templari

 

Caratteri definiti e che per gli spettatori più navigati possono risultare “vecchi”. Se bisogna evidenziare una pecca in questi primi due episodi, è la scrittura semplice dei protagonisti. Per quanto il tono leggero del racconto e la semplicità di come questo viene raccontato funzioni, a funzionare meno è la semplicità del background dei protagonisti. Anche se il cast si rivela molto credibile e valido per quanto portato su schermo, i giovani protagonisti non riescono a brillare del tutto a causa di una scrittura semplice. Ma se la storia funziona e questa riesce a far sorvolare per il momento sui personaggi, a rendere il tutto più interessante è ovviamente il mistero dietro la serie.

Un mistero che regge la narrazione

Il punto di forza dei film e de “Il mistero dei templari – La serie” è il fascino dell’avventura e del mistero. Infatti il racconto regge interamente sul mistero proveniente da un passato lontano. Così lontano da arrivare nel presente e sorprendere lo spettatore e gli stessi protagonisti, mettendo in moto gli eventi del racconto. La gestione del ritmo dei primi due episodi e tutto quello che concerne la caccia al tesoro, sono la parte migliore de “Il mistero dei templari – La serie”. La semplicità citata nel paragrafo precedente, permette di portare su schermo un racconto che si focalizzi al meglio sul vero focus della trama. Inoltre in questi primi due episodi è possibile vedere le basi per alcuni rapporti di amicizia e non tra i vari personaggi di cui facciamo conoscenza.

La serie ideata da Marianne & Cormac Wibberley, già sceneggiatori dei film del 2004 e del 2007, vuole portare su schermo un genere con cui ai giorni nostri è difficile approcciarsi. Sono anni che la TV e il cinema sentono l’assenza di un prodotto prettamente incentrato sulla classica avventura, che spazia tra tesori impossibili da recuperare e cacciatori di tesoro spietati. “Il mistero dei templari – La serie” riporta un genere di storie che da molto tempo mancano su schermo e lo riesce a fare al meglio, basandosi su questi primi due episodi. Se il ritmo e la tensione aumenteranno con i prossimi episodi, siamo certi che con la sua leggerezza e semplicità, “Il mistero dei templari – La serie” potrebbe togliersi delle soddisfazioni.

Una regia senza grandi guizzi

Insieme alla scrittura dei personaggi, a non brillare è il lato tecnico. Nonostante siamo davanti ad un prodotto destinato per lo streaming, la fotografia rimanda al classico serial per la TV via cavo. A consolidare questo, ci pensa una regia senza guizzi e un montaggio in un paio di momenti concitati mal gestito. Questo non danneggia l’attuale valore complessivo de “Il mistero dei templari – La serie”, ma mette il prodotto un gradino sotto tutte le altre produzioni targate Disney+. Una regia più ispirata, avrebbe giovato alla narrazione, consolidando la grandezza e l’epicità dell’avventura dei protagonisti. La fotografia, attraverso una patina decisamente lucida, rende lo show poco cinematografico. Anche l’utilizzo del formato televisivo, consolida la natura poco cinematografica del prodotto.

 

il mistero dei templari

 

A immergere però nelle atmosfere del racconto, ci pensano le musiche. Queste accompagnano le immagini e trasmettono il mistero e il senso di avventura che permane su tutto il racconto. Tra pregi e difetti, “Il mistero dei templari – La serie”, con i primi due episodi, riesce a coinvolgere al meglio lo spettatore, immergendolo sin da subito nella caccia al tesoro. La regia e la fotografia sicuramente non cambieranno tono nei prossimi episodi, ma il montaggio sicuramente può migliorare, regalando sequenze frenetiche migliori.

Considerazioni finali

“Il mistero dei templari – La serie” con i suoi primi due episodi, riesce a portare al termine il suo compito. Colpisce e incuriosisce lo spettatore, la serie crea un mistero che accompagnerà lo spettatore per le prossime otto settimane, intrattenendolo al meglio. Nonostante uno schema narrativo semplice, la serie non brilla di originalità sul background dei protagonisti. Il ritmo di questi primi due episodi dalla durata di 45 minuti ciascuno è ottimo e coinvolge al meglio lo spettatore. Anche se il coinvolgimento è alto, la regia non brilla e il montaggio in un paio di momenti non è tra i migliori. La fotografia presenta una patina fin troppo televisiva, allontanando lo show dagli standard della piattaforma. Tra pro e contro, “Il mistero dei templari – La serie” passa il test dei primi due episodi con un giudizio complessivamente buono.

Pro

  • Le interpretazioni del cast;
  • Le atmosfere di un genere che manca da molto tempo sul piccolo e grande schermo;
  • L’efficacia di uno schema narrativo semplice e che riesce a coinvolgere lo spettatore;
  • La durata degli episodi che rendono il ritmo del racconto calzante;
  • Le musiche presenti nei due episodi.

Contro

  • La regia e la fotografia non al livello delle altre produzioni di Disney+;
  • La scrittura sempliciotta dei protagonisti può non essere apprezzata da tutti, nonostante l’atmosfera della serie.

 

 

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