di Redazione Network NCI
Invincible è tornata, ormai con la solita distanza di un anno, sui nostri schermi. L’adattamento, distribuito da Amazon Prime Video, continua a prendere il materiale originale e a modificarlo, ma già ci sentiamo di dire che lo migliora.
Invincible è tornato
Riprendiamo la serie da dove l’avevamo lasciata: Mark che convive con il trauma dello scontro con Conquest, Eve alle prese con i suoi poteri sempre più ingestibili, Nolan e Allen che cominciano a collaborare contro l’impero di Viltrum.
Cominciamo dal nostro protagonista. Mark, o Invincible se preferiamo, all’inizio della stagione è alle prese con la sua decisione nella scorsa stagione: uccidere. Ovviamente, non tutti. Ma ogni volta che si trova alle prese con una decisione importante, sente l’istinto dentro di lui salire. E questo istinto sta minando la sua integrità.
A tal punto, che per risolvere il suo dilemma serve letteralmente andare all’Inferno. Anzi, in due Inferni: uno sotto il suo mondo, e l’altro nello spazio. Un’evoluzione coerente, che continua a mettere sempre Mark al centro della sua storia senza indugiarvi troppo, e senza far mancare allo spettatore niente per comprenderla. Mark in questa stagione si confronta con la frase dell’eroe per eccellenza: “Da grandi poteri, derivano grandi responsabilità“. Ma quando non si è solo un eroe, ma un salvatore, quelle responsabilità saranno non solo più pesanti, ma anche quasi imprevedibili.
Passiamo poi a Eve: la compagna di Mark viene relegata un po’ in secondo piano, ma coerentemente. La stagione si concentra molto su Viltrum, sui piani per fermare l’impero e su chi quell’impero lo guida. In un lungo viaggio in nave, ci si concentra poco sull’ancora. Eve è quell’ancora: importante, ma in secondo piano.
I suoi struggimenti sono tutti defilati, e quello più grande viene affrontato fuori scena. Tuttavia, forse così è ancora più impattante: l’ennesima rappresentazione per Mark che, per quanto potere abbia, non potrà mai fare fronte a tutte quelle responsabilità che ne derivano.
Ma adesso si parla del pezzo forte: Nolan. Omni-Man in questa stagione è di fatto il co-protagonista, molto più delle precedenti. Lo seguiamo attraverso i suoi dubbi di identità, se essere un agente della Coalizione o solo il padre dei suoi figli, il suo rapporto complicato con Thaedus, due traditori della loro specie con ideologie simili ma contrapposte, e il suo lungo percorso che decide di intraprendere per meritare il perdono.
Ogni scena con lui che si confronta con la sua vita passata, anzi, con le sue vite passate, ha lo stesso impatto dei colpi più brutali dei Viltrumiti. Il suo recuperare i rapporti con i figli, l’amicizia crescente con Allen, i dialoghi struggenti con Debbie e Thaedus, il suo incontro con Cecil. Tutte le sue scene aiutano a conferire al suo personaggio una tridimensionalità molto più avvincente di quella dei fumetti, in cui tutto gli veniva perdonato fin troppo facilmente.
L’impero di Viltrum
In questa stagione inoltre abbiamo veramente modo di comprendere il popolo di Nolan: i Viltrumiti. Prima avevamo racconti indiretti da parte di Nolan e Anissa, ma adesso li vediamo. Vediamo le azioni di Thaedus nel concreto, tutti gli avvenimenti che hanno portato i Viltrumiti ad essere ridotti da miliardi ad appena cinquanta. E soprattutto, vediamo lui: Thragg.
Il Reggente Thragg è genuinamente il villain più interessante da quando la serie è cominciata. Non è un despota crudele, è un uomo con un obiettivo: deve preservare il suo popolo. E ogni azione che compie, non importa quanto crudele sia, lo testimonia. Anche se gli porta via pezzi di anima ogni volta che ne compie una. Una sua singola frase a Nolan lo dimostra: “La morte di ogni Viltrumita lascia un vuoto dentro di me“.
Un singolo episodio incentrato su di lui dimostra che non mente. Vediamo la sua ascesa, da braccio destro dell’impero, come poteva essere a suo tempo Nolan prima di arrivare sulla terra, a Reggente, vittima da un giorno all’altro di una responsabilità che pesa su di lui come quelle di Mark. Da un semplice esecutore di un’ideologia che ha ereditato, si trova a metterla in atto volontariamente: la cosa lo smuove, ma lo riempie di una nuova consapevolezza.
Se prima agiva sconsideratamente, seguendo ciecamente la sua fede nell’Imperatore, si trova a comprendere la brutalità delle sue decisioni. E le rimpiange. Ma ciò nonostante le porta a termine, perché per lui il metodo dell’Imperatore è davvero l’unico da seguire. Ancora una volta, la serie tv riesce ad eccellere sul fumetto, regalandoci una versione di Thragg non solo più tridimensionale, ma soprattutto molto più empatizzabile, almeno fino a un certo livello.
Possibili difetti?
Affrontiamo subito l’elefante nella cristalleria: l’episodio all’Inferno. Il creatore aveva sempre detto che se avesse potuto avrebbe voluto approfondire la cosmologia infernale del mondo di Invincible. E la serie ne ha approfittato per farlo. Naturalmente, il popolo di Internet si è scagliato contro l’episodio, definendolo un filler.
Tuttavia, ci permettiamo di dissentire: i dialoghi tra Mark e Damien Darkblood (che rimane un personaggio molto interessante con tanto spazio per evolvere) sono la miccia che accendono lo spirito di Mark, aiutandolo a rimettersi in piedi e tornare ad essere la versione migliore di Invincible che possa offrire.
Passiamo poi al vero problema: l’animazione. Se è vero che, come ormai in ogni stagione, ci sono dei momenti in alcuni episodi che regalano gioie per gli occhi, rimane ancora più vero che in altri momenti dagli occhi si potrebbe piangere. Animazioni che diventano letteralmente PNG che si spostano, momenti in cui se metti in pausa i personaggi sembrano avere un’altra faccia, il design di Dinosaurus (che dovrebbe essere scaglioso ma pare fatto di pongo) e un’illuminazione delle scene che contribuisce unicamente a renderle piatte.
Certo, non è nulla che impedisca alla storia di svilupparsi magnificamente, ma sarebbe bello se Amazon decidesse davvero di rendersi conto del potenziale di questa serie, e decidesse di darle il budget che merita.
PRO e CONTRO
PRO
- La storia, sempre più appassionante;
- I miglioramenti dal materiale originale, tra dialoghi ed eventi inediti;
- I personaggi, le cui evoluzioni rimangono coerenti e belle da vedere;
CONTRO
- L’animazione, che ha davvero molto margine per migliorare;
In definitiva, la quarta stagione è una delle migliori della serie, forse per alcuni è anche la migliore. Non possiamo fare altro che aspettare per un anno, per vedere come continuerà la storia di…

Voto: 8,5.
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Articolo di Lorenzo Giorgi
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