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I soldati ucraini chiamano le mamme dei russi morti, lo spaventoso report

di Enrico Tiberio Romano

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L’inviato Toni Capuozzo ha postato un video sul sito di Nicola Porro. Nel breve video, la mamma di un soldato russo in una videochiamata crede che sia il figlio a telefonarle, e lo chiama, “Iliusha, Iliusha”. Non può immaginare però che dall’altra parte non ci sia il figlio ma i soldati ucraini che glielo hanno portato via.

Ucraini e Russi, in guerra non c’è posto per manicheismi

Che la guerra incattivisca e faccia uscire il peggio di ognuno di noi è cosa risaputa, ma in questo caso il video mostrato colpisce particolarmente per la sua crudezza. Un soldato ucraino chiama la madre di un soldato russo con il suo cellulare e prende in giro la donna dopo averle comunicato la morte del figlio.

Ucraini

Ucraina (@Shutterstock)

“È morto. Ha fatto tre errori: si è perso, si è perso in Ucraina, è morto come un cane”. E ride. La donna trema, chiama una ragazza che pretende di vedere Iliusha, ma il soldato, animato da vendetta e odio, risponde con cattiveria: “Non è rimasto niente di questo qui, è rimasto solo il c**o. La gamba è staccata dal corpo, per fortuna è rimasto solo il telefono per chiamarvi e dirvi che lo str**zo fott*to non c’è più. Il vostro ragazzo dove aveva la testa adesso ha il c**o, grazie all’artiglieria ucraina”.

L’ucraino è spietato: “Cosa devo farvi vedere che lo stanno mangiando i cani, non abbiamo tempo per seppellire i vostri russi, li lasciamo finire ai cani, da un lato c’è la gamba, dall’altro la testa, è tutto sparso”.

Da una parte un pianto disperato, dall’altra una risata sguaiata. Dunque, scrive Capuozzo sul sito di Porro: “Non è propaganda russa, è girato dalla parte degli ucraini, da qualcuno che riteneva di potersene vantare”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha detto: “Viviamo giorni terribili, travolti da immagini che pensavamo di aver consegnato per sempre all’archivio di orrori non ripetibili nel nostro continente, invece altro sangue innocente, altri crimini spietati, altre vite spezzate stanno popolando gli abissi della disumanità”. Questo fatto dimostra che non esistono vincitori, ma solo vinti in guerra. Chi fisicamente e chi moralmente. Non esistono eroi e paladini qui: solo umani contro umani. O meglio forse, mostri contro mostri.

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