Camera dei deputati (@Shutterstock)
L’Aula della Camera ha approvato la proposta della maggioranza in alternativa al salario minimo. Come illustrato da la Repubblica la votazione ha ottenuto 163 voti a favore, 121 contrari (appartenenti principalmente a PD, M5S e AVS) e 19 astenuti (del Terzo Polo). Una notizia accolta con forti critiche da parte dell’opposizione che sostiene come il Governo abbia “tradito” i lavoratori e la loro fiducia. L’opposizione ha poi sottolineato quanto sia ancora più spinta a combattere per garantire i giusti diritti a tutti i lavoratori.
C’è un’alternativa che sarà adottata dal Governo per “raggiungere l’obbiettivo della tutela dei diritti dei lavoratori” ossia l’applicazione di una serie di iniziative. Questo è previsto dalla mozione di maggioranza approvata alla Camera. Il documento presentato impegnerebbe l’esecutivo a raggiungere l’obbiettivo con varie iniziative come “attivare percorsi interlocutori tra le parti non coinvolte nella contrattazione collettiva, con l’obbiettivo di monitorare e comprendere, attraverso l’analisi puntuale dei dati, motivi e cause della non applicazione“. Si spinge il Governo a “estedere l’efficacia dei contratti collettivi nazionali comparativamente più rappresentativi, avvalendosi dei dati emersi attraverso le indagini conoscitive preventivamente svolte a livello nazionale, alle categorie di lavoratori non comprese nella contrattazione nazionale“. La richiesta, poi, è di avviare un confronto riguardo la riduzione del costo del lavoro e del cuneo fiscale. Si richiede inoltre l’implementazione di politiche attive per l’inserimento più veloce dei giovani nel mondo del lavoro.
Non sono mancate, ovviamente, le reazioni dell’opposizione. In particolare in una nota il gruppo PD–IDP ha esplicitato che “Il no alla nostra mozione per l’introduzione del salario minimo dimostra la distanza della maggioranza di Governo su una questione cruciale per la nostra società“. Secondo l’opposizione avrebbe voltato le spalle ai cittadini. In particolare a coloro che hanno forti difficoltà economiche a causa degli stipendi troppo bassi. Il vice-capogruppo di AVS Marco Grimaldi è intervenuto criticando il governo per l’accanimento contro chi andrebbe più tutelato, registrando però grande soddisfazione per l’appoggio fornito dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle per difendere “una legge non certo alternativa alla contrattazione collettiva, ma necessaria“.
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