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Milan, con RedBird va avanti l’idea dello stadio a Sesto San Giovanni

La telenovela sul nuovo stadio di Milan e Inter va avanti da ormai diverso tempo. Le intenzioni delle due società milanesi si sono scontrate col muro della burocrazia, che a distanza di anni non ha ancora accettato un piano di demolizione e ricostruzione dell’area che attualmente ospita San Siro. E nonostante i richiami delle due proprietà la situazione è rimasta in stallo, fino ad oggi.

L’idea iniziale era quella di mantenere uno stadio condiviso ma unicamente di proprietà dei due club; così facendo, avrebbero avuto maggiore libertà nella gestione e un aumento significativo dei guadagni. Le titubanze del comune di Milano, però, hanno fatto perdere la pazienza a entrambe le parti. E adesso il Milan, fresco del passaggio al fondo RedBird, potrebbe avere in serbo un clamoroso colpo di scena.

Come riporta Eurosport, infatti, i rossoneri avrebbero preparato un progetto per la costruzione di uno stadio di proprietà nel Comune di Sesto San Giovanni…

Il nuovo progetto del Milan a Sesto

Il club di via Aldo Rossi starebbe seriamente puntando sulla costruzione di un unico stadio rossonero. Il progetto è stato firmato, fra gli altri, dall’architetto inglese Sir Norman Foster, che in passato ha lavorato proprio nel comune di Sesto San Giovanni e nella zona interessata.

Si tratta infatti della locazione attualmente gestita dal gruppo americano Hines, titolare dell’area MilanoSesto, in cui sorgevano le acciaierie Falck, su cui aveva messo mano l’architetto. Il fondo Redbird, anch’esso con sede negli USA, potrebbe giocare questa carta a proprio favore e attualmente sembra che i discorsi stiano procedendo nella giusta direzione. Il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, ha spiegato la situazione ed espresso le sue opinioni a riguardo; di seguito riportiamo le sue dichiarazioni, riprese da Eurosport:

“All’inizio, il presidente Scaroni aveva portato avanti l’idea di realizzare il progetto di Populous, ma considerato che Norman Foster ha progettato tutte le aree Falck e conosce alla perfezione l’archeologia industriale del sito si è ritenuto che dialogare e far progettare l’area dello stadio a chi ha già disegnato un milione e 250mila metri quadrati, ha un senso. Una mano diversa si sarebbe vista.

Le squadre, o anche una sola, hanno bisogno di un nuovo stadio in tempi veloci per rimanere competitive a livello internazionale. Non hanno bisogno di perdere tempo su qualcosa di fumoso che non si sta concretizzando e rischia di crollare come un castello di sabbia”.

Le dinamiche sono ancora tutte sul nascere, ma ora il Milan valuta seriamente questa ipotesi e l’Inter rischia di trovarsi nella condizione di doversi costruire il proprio stadio.

 

San Siro (@Shutterstock)

 

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Alessandro Colepio

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