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La Polonia ha deciso: non giocherà gli spareggi mondiali contro la Russia

La guerra fra Russia e Ucraina continua imperterrita, nonostante le accuse volte dalla comunità internazionale al regime di Putin. Gli effetti del conflitto, però, non si fermano alle primarie questioni politiche: le cause delle ostilità sono note a tutti, così come lo sono le manovre d’attacco che l’esercito russo sta compiendo per conquistare l’Ucraina.

Il calcio come “strumento” di mediazione

Non solo i politici, quindi, ma anche l’intera popolazione di internet si è schierata apertamente contro l’avanzata russa. Il mondo del calcio, da sempre legato alla politica e alle battaglie sociali, si sta unendo al coro di voci che chiedono di terminare questa guerra.

Dopo i gol di Malinovskyi con dedica al suo popolo, dopo lo spostamento della finale di Champions League da San Pietroburgo a Parigi, arriva un comunicato da parte della Federazione calcistica della Polonia. La Russia dovrebbe affrontare i polacchi il 26 marzo, nell’ambito dei playoff per Qatar 2022. Ma da Varsavia, sembra che le volontà siano ben diverse.

La presa di posizione della Polonia contro la Russia

Cezary Kulesza, presidente della Federazione polacca, fa sapere tramite i suoi profili social:

“Niente più parole, è tempo di agire! A causa dell’escalation delle ostilità della Russia nei confronti dell’Ucraina, la Nazionale della Polonia non ha intenzione di giocare la partita di spareggio Mondiale contro la Russia. Questa è l’unica decisione giusta. Siamo in trattative con le Federazioni di Svezia e Repubblica Ceca per presentare una posizione comune alla FIFA.”
Un boicottaggio che non comprenderebbe solo la Polonia, quindi, ma anche le altre due semifinaliste di quel gruppo, ossia Svezia e Repubblica Ceca. E se pochi giorni fa il presidente della FIFA, Gianni Infantino, si diceva solo preoccupato per la guerra, ora potrebbe avere qualche grattacapo in più.

Lewandowski si esprime su Twitter

Anche i due top player della Polonia, il bomber del Bayern Monaco Robert Lewandowski e il portiere della Juventus Wojciech Szczesny, si dicono d’accordo con la decisione. Il primo ha risposto al tweet di Kulesza, dicendo:

“La decisione giusta! Non posso immaginare di giocare una partita contro la Russia in una situazione in cui le aggressioni armate all’Ucraina vanno avanti. I calciatori e i tifosi russi non sono responsabili di tutto questo, ma non possiamo far finta che non stia succedendo niente.”

Robert Lewandowski (@Shutterstock)

Le parole di Szczesny

Il numero 1 bianconero, invece, ha sentito la questione molto personale. Sua moglie è infatti di nazionalità ucraina, i suoi figli sono nati lì, e ha deciso di allinearsi con la sua Federazione tramite un post su Instagram:

“Mia moglie è nata in Ucraina, nelle vene di mio figlio scorre sangue ucraino, parte della nostra famiglia è ancora in Ucraina, molti dei miei amici sono ucraini e sono tutte persone fantastiche. Vedere la sofferenza sui loro volti e la paura per il loro paese mi fa capire che non posso stare fermo e fingere che non sia successo niente. Nel momento in cui Putin ha deciso di invadere l’Ucraina ha dichiarato guerra non solo all’Ucraina ma anche a tutti i valori che l’Europa rappresenta. Libertà, Indipendenza ma soprattutto Pace. Il 26 marzo avremmo dovuto giocare contro la Russia in una partita di spareggio per la Coppa del Mondo 2022 in Qatar. E anche se il mio cuore si spezza mentre scrivo, la mia coscienza non mi permette di giocare.

Rappresentare il proprio paese è il più grande onore nella carriera di un calciatore, ma è pur sempre una scelta. Mi rifiuto di giocare contro giocatori che scelgono di rappresentare i valori e i principi della Russia! Mi rifiuto di stare in campo, indossando i colori del mio paese e ascoltando l’inno nazionale della Russia! Mi rifiuto di prendere parte ad uno sport che legittima le azioni del governo russo. So che il mio impatto potrebbe essere solo simbolico, ma invito FIFA e UEFA ad agire e ritenere la federazione russa responsabile delle loro azioni.”

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di Alessandro Colepio

Alessandro Colepio

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