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Inter, arriva il comunicato UEFA sui fatti di Oporto

L’Inter ieri sera è scesa in campo all’Estadio Do Dragao per giocare la gara di ritorno dei quarti di finale contro il Porto. I nerazzurri hanno difeso con successo il vantaggio dell’andata, resistendo per 90 minuti e qualificandosi quindi ai quarti. Migliaia di tifosi interisti sono volati in Portogallo per sostenere la squadra in quella che doveva essere una delle serate più belle nella storia recente del club; per molti di loro purtroppo si è trasformata in una vacanza da dimenticare.

Circa mille tifosi italiani, regolarmente in possesso di un biglietto valido per l’accesso ai settori di casa (come la curva e le tribune) sono stati fermati agli ingressi dello stadio e costretti a recarsi al gate del settore ospiti. Qui sono stati informati dalla sicurezza che la zona riservata ai supporter dell’Inter aveva raggiunto la massima capienza e gli è stato negato di accedere allo stadio nonostante avessero acquistato il biglietto.

La polemica si è scatenata già prima dell’inizio della gara e persino Beppe Marotta si è detto pronto ad indagare sulla faccenda. Oggi è arrivato anche un comunicato ufficiale della UEFA, che stando a quanto dichiarato si attiverà fin da subito per fare luce su questa brutta vicenda.

 

UEFA (@Shutterstock)

Il comunicato UEFA sull’esclusione dei tifosi dell’Inter

La breve dichiarazione rilasciata dalla massima autorità calcistica d’Europa comincia ricordando che le regole UEFA impongono solo di mettere il 5% della capienza dello stadio a disposizione dei tifosi ospiti in un settore riservato. Le restanti politiche di vendita dei biglietti e sicurezza interna sono a discrezione dell’autorità che organizza l’evento, in questo caso il Porto.

La UEFA non può essere dunque incolpata come responsabile del mancato ingresso dei tifosi dell’Inter, che avevano peraltro acquistato i biglietti messi in vendita proprio dal club portoghese senza alcuna restrizione relativa alla provenienza. Le autorità competenti si sono comunque messe in moto per indagare sul caso, così come i club hanno iniziato a cercare una soluzione mediata.

Ciò che è successo ad Oporto è sicuramente una brutta pagina della storia di questo sport. Moltissime famiglie erano volate in Portogallo per regalarsi una giornata di gioia e sport, scontrandosi poi con la disorganizzazione del club ospitante. Peraltro c’è già stato un caso simile, in occasione della finale di Champions League dello scorso anno allo Stade de France di Parigi.

Quella volta nessuna delle due squadre in campo (Liverpool e Real Madrid) era responsabile dell’organizzazione del match, stavolta invece sì. E se le indagini dovessero imputare al Porto la colpa dei fatti, con tutta probabilità il club sarebbe costretto a risarcire i tifosi dell’Inter.

 

 

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Alessandro Colepio

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