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Bambi: il live action Disney sarà meno drammatico dell’originale

di Riccardo Cavalli

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Le prime voci inerenti lo sviluppo del remake live action di Bambi hanno iniziato a circolare nel 2020. All’epoca, la sceneggiatura era affidata a Geneva Robertson-Dworet e Lindsey Anderson Beer; quattro mesi fa, invece, abbiamo appreso che la regista premio Oscar Sarah Polley si è unita al progetto, lavorando su un copione firmato da Micah Fitzerman-Blue e Noah Harpster. Durante un’intervista con Collider, Lindsey Beer ha confermato di aver abbandonato il film per dedicarsi a “Pet Sematary: Bloodlines”, il suo debutto dietro la macchina da presa. Parlando del remake di Bambi, però, la sceneggiatrice ha anticipato che sarà meno traumatizzante dell’originale.

Bambi: un altro classico stravolto?

Bambi, definito da Quentin Tarantino “il prodotto audiovisivo più traumatizzante che abbia mai visto”, affronta con grande maturità temi quali il lutto, la solitudine e il senso di colpa. Secondo Lindsey Anderson Beer, intervistata di recente da Collider, il classico del 1942 è “davvero meraviglioso, ma ha un approccio un po’ diverso da quello a cui è abituato il pubblico moderno”.

“A mio avviso, Bambi è assolutamente un classico ed è una bellissima poesia d’amore, realizzata con una tale maestria. Ritengo però che ci sia un’intera generazione di bambini che non ha mai visto l’originale; è molto diverso da Aladdin, La Sirenetta o i film d’oro degli anni ’90 che tutti hanno visto. Conosco tanti bambini che non hanno mai guardato Bambi, ed è un vero peccato”.

 

Bambi

 

Lindsey Beer ha aggiunto che tanti giovani spettatori non hanno mai visto Bambi perché affronta la morte di un genitore in maniera brutale e straziante. Questa volta la Disney dovrebbe invece puntare ad un pubblico il più ampio possibile, anche a costo di edulcorare il film. In poche parole, il successo del live action dipenderà, a suo dire, da quanto rispetterà la sensibilità moderna. Secondo la sceneggiatrice, un approccio più “kid-friendly” potrebbe addirittura giovare al classico degli anni ’40.

“Non per rovinare la trama, ma c’è una scena, in cui la mamma della protagonista muore tragicamente, che potrebbe turbare alcuni bambini, e i genitori che li accompagnano, la cui sensibilità penso sia diversa rispetto al passato. E credo che sia questo uno dei motivi per cui non l’hanno mostrato ai loro figli.

Penso che ci sia un solo modo per aggiornare Bambi, e la nostra opinione è stata di renderlo ‘alla portata di tutti’. Sono convinta che realizzare un film con cui i bambini di oggi possano in qualche modo relazionarsi darebbe nuovo splendore anche all’originale”.

I classici Disney hanno sempre mostrato scene emotivamente forti; basti pensare a “Biancaneve e i sette nani” o “Il re leone”. Eliminare il dramma rischia veramente di stravolgere il senso stesso dell’operazione, come è già successo con altri remake. Purtroppo, però, le major non sembrano voler cambiare idea, e i giovani si stanno lentamente disabituando ad una narrazione più diretta e realistica. L’unica speranza è che il settore dell’animazione, con esponenti come Guillermo del Toro, possa dare nuova linfa ai racconti di formazione.

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