Apple (@Shutterstock)
Nuovi guai per l’Apple. Da giorni si parla della visita a Taiwan della Speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi. Una visita che non avveniva da 25 anni, che ha aumentato a dismisura le tensioni tra Cina e Taiwan e ora anche USA, e che indirettamente potrebbero colpire la multinazionale statunitense.
Come riporta il Corriere della Sera, il viaggio di Nancy Pelosi non è piaciuto affatto al governo di Pechino. Durante il soggiorno a Taiwan, la politica statunitense ha incontrato il Presidente di TSMC, la più grande fabbrica indipendente di semiconduttori al mondo, che ha sede proprio nel piccolo stato. Nancy Pelosi ha anche incontrato i rappresentati nazionali di molte altre aziende tech.
Tra questi anche una delegazione della Petragon, storico fornitore di Apple, a cui fornisce quasi tutti i componenti elettronici. L’azienda ha diverse sedi a Taiwan ma la maggior parte delle sue fabbriche si trova in Cina.
Al Governo cinese l’incontro non è piaciuto particolarmente, al punto di prendersi una “vendetta” contro l’azienda. Il Governo avrebbe iniziato a rispettare rigorosamente la legge secondo cui componenti provenienti da Taiwan portino l’indicazione “Taiwan, China” o “Chinese Taipei”.
Da Taiwan, che si riconosce come Stato indipendente e non subordinato a Pechino, arrivano diciture come “Made in Taiwan” o “Republic of China”, il suo nome ufficiale. Considerate fuorilegge, Pechino multerà le diciture sbagliate fino a 4.000 yuan, circa 581 euro, bloccando anche le spedizioni. Un bel problema per Apple, che non starebbe ricevendo le scorte necessarie per costruire i suoi prodotti.
Come sappiamo da diverso tempo, dal 9 al 16 settembre è possibile preordinare l’iPhone 14. Anche la sua uscita ufficiale, è prevista per il mese di settembre. Il blocco delle spedizioni in Cina, rappresenta un danno inimmaginabile per Apple.
La multinazionale avrebbe chiesto al suo fornitore di Taiwan di rimuovere ogni riferimento a “Made in Taiwan” o “Republic of China” dai colli, dalle etichette, dalle dichiarazioni doganali e dai documenti di spedizione. Una richiesta esplicita, ma non così semplice da realizzare.
È noto che i rapporti tra Taiwan e la Cina sono pessimi. Dal 1949 la piccola isola si definisce la vera Repubblica di Cina, un modo per rimarcare la sua sovranità anche sul Governo di Pechino. Da più di 70 anni entrambi gli Stati si considerano la vera Cina e la situazione è destinata a peggiorare, con uno scontro armato che sembra alle porte.
Un grave problema che blocca così l’uscita di iPhone 14, con il serio rischio che venga rimandato a data da destinarsi.
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