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The Witcher, stagione 2: la recensione – Una delle migliori serie Netflix

di Redazione NCI

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The Witcher, uno dei prodotti di punta di Netflix, torna con una seconda stagione, riprendendo esattamente da dove l’abbiamo lasciata oramai 2 anni fa, con l’incontro tra Ciri e Geralt.

Creata da Lauren Schmidt Hissrichel, nel cast ritroviamo Henry Cavill, Anya Chalotra, Freya Allan e Anna Shaffer. La storia è più lineare, anche se meno fedele ai libri, ma di più facile comprensione rispetto a quello che era nella prima stagione. In generale è stato fatto un lavoro migliore.

Una miglioramento generale per The Witcher

Uno dei principali difetti della prima stagione era il continuo e confusionario cambio di storyline e timeline, passando da Geralt, a Yennefer, a Ciri, ad un altro momento con Yennefer e Geralt e così via. Questo era dato da un’esigenza di introdurre per bene tutti i personaggi che hanno vissuto in tempi differenti tra di loro e di seguire il primo libro, articolato alla stessa maniera. Solo che ciò non è stato mostrato benissimo, risultando molto spesso confusionario. Qua, invece, seguiamo vari percorsi narrativi, ma tutti che si svolgono allo stesso tempo, senza fare balzi temporali che confondono lo spettatore.

Nello stagione ci sono delle differenze sostanziali nel raccontare gli accadimenti. Ci sono le parti usate per la costruzione della trama per le stagioni future e quelle che invece servono per rendere interessante quella attuale. L’arco narrativo di Yennefer e quello di Geralt e Ciri fanno parte di questa seconda categoria. Quello che riguarda la maga però, risulta molto lento e a tratti soporifero, soprattutto perché quasi sempre affiancato alla storia del Witcher, che comprende molta più azione e aspetti molto interessanti sulla grande trama principale.

C’è un leggero cambio di rotta rispetto a come è stato scelto di narrare la storia. Nella prima stagione veniva proposto un mostro per episodio che caratterizzava la storia dello stesso. Qui invece si dà più spazio alla sotto-trama generale che porta avanti la storia, e che si prospetta ad andare avanti per molte stagioni (potendo portare The Witcher a prendere l’eredità dell’ormai conclusa Game of Thrones?).

Migliora anche la qualità degli effetti speciali, dovuto soprattutto all’aumento generale del budget della serie. I mostri sembrano più reali, i paesaggi mozzafiato e tutto in generale è fatto meglio rispetto a prima, dove era più raffazzonato.

The Witcher

La caratterizzazione dei personaggi

I personaggi anche hanno ricevuto un’ondata di freschezza per quanto riguarda la loro scrittura. Anche grazie al fatto che molte storie si sono intrecciate, adesso abbiamo nuovi rapporti (come quello padre-figlia tra Geralt e Ciri), nuove dinamiche e complotti che rendono la trama generale per niente sciatta.

Il rapporto Geralt-Ciri è certamente quello principale e porta avanti questa seconda stagione. Ritroviamo la scelta già usata spesso in altre serie della ragazzina forte che vuole diventare una guerriera, ma con una grande differenza. Solitamente troviamo la figura paterna che tenta di ostacolare o scoraggiare la scelta della figlia, qui invece, Geralt si dimostra anche propenso ad assecondate ed addestrare la giovane Ciri. Un rapporto che inizialmente traballa, ma che si rafforza pian piano con le avventure. Vengono mostrati momenti di tenerezza tra i due, ma in modo diverso dalla norma. Geralt non è mai una spalla su cui piangere, eppure puntualmente rassicura la ragazzina con frasi che rispecchiano la verità in ogni situazione.

La trama di Yennefer, come già anticipato, risulta più lenta rispetto al ritmo generale, anche se però da un grande sviluppo al personaggio, non facendola quindi rimanere indietro rispetto agli altri protagonisti. Da ricordare che il personaggio di Yen ha una storia scritta da zero, essendo quasi completamente diversa rispetto ai libri, che accennano soltanto alle sue origini. Ci sono le trame ‘secondarie’ che sono quella degli elfi e quella di Nilfgaard, che oltre ad aggiungere minutaggio, vanno a creare lore e mettono le basi per il futuro “autonomo” della serie.

Una nota di merito va al personaggio di Triss, maga amica di Yennefer e di Geralt. Lei ha una caratterizzazione che la pone all’esatto opposto rispetto alla maga di Vengerberg, risultando più pacata, razionale e quasi materna, proprio come nell’ultimo capitolo videoludico (abbiamo fatto un ulteriore approfondimento qui).

The Witcher

The Witcher: un’ottima scelta di cast

Henry Cavill dimostra di guadagnarsi il ruolo, nonostante esso non faccia molte espressioni per via del personaggio che deve essere inespressivo per natura. L’attore sembra un witcher in tutto e per tutto, dall’aggressività nelle scene d’azione alla semplice forma fisica che, soprattutto quando affiancato alla Allan, risulta enorme. “L’uomo d’acciaio” è calato perfettamente nella parte.

Ma le vere vincitrici sono le controparti femminili. Anya Chalotra e Freya Allan sono nate per i loro ruoli. Soprattutto la seconda. Se nella prima stagione non aveva molte scene per dimostrarlo, qui trova ampio spazio per la sua performance che risulta ottima. L’interprete della maga invece già aveva dato un’ottima impressione. Qui non fa altro che confermare l’ottimo lavoro andando, anzi, a migliorare. In generale un’ottima performance da parte di tutto il cast, che raramente stona o sembra non adatto al ruolo.

 

Pro

  • Tutte le vicende si svolgono su una sola linea temporale
  • Rapporto Geralt-Ciri
  • Ottima trama e lore
  • CGI migliorata
  • Performance attoriali

Contro

  • Arco narrativo di Yennefer troppo lento rispetto alla trama generale

https://youtu.be/RXKxPiwy0-A

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di Andrea Antinori

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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