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“The Flash”, la recensione: Il film calvario che alla fine ce l’ha fatta!

di Domenico Scala

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“The Flash” è una pellicola cinematografica che ha molto fatto parlare di sé da almeno un lustro a questa parte per ragioni che spesso esulano dal mondo del cinema. Negli anni Ezra Miller, noto interprete del protagonista Barry Allen/Flash, si è macchiato di diversi atteggiamenti più o meno gravi che l’hanno portato in diverse occasioni ad essere arrestato e/o perseguito penalmente; il rilascio del film è pertanto rimasto in bilico fino all’ultimo, rischiando addirittura la cancellazione. Tuttavia, in una fase successiva Miller ha intrapreso un percorso di terapia con l’obiettivo di ripristinare una piena salute mentale ed oggi il nuovo titolo DC può finalmente debuttare nelle sale! Per la regia di Andy Muschietti, nel cast troviamo anche Michael Keaton e Sasha Calle oltre a Ben Affleck, che riprende per l’ultima volta il ruolo di Bruce Wayne/Batman.

 

La fondamentale premessa di “The Flash”

Senza addentrarci ulteriormente nelle vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’attore protagonista e caratterizzato inevitabilmente la marcia di avvicinamento al film, “The Flash” è sempre stato un progetto di vitale importanza in casa DC Films, tanto per la vecchia gestione quanto per la nuova appena insediatasi. Il motivo è presto detto: la natura stessa del personaggio permetteva un reset dell’universo cinematografico condiviso portato su schermo fino a quel momento. Come ampiamente risaputo, la (fallimentare) gestione dell’ormai passato DCEU è sempre stata molto problematica, ricca di incongruenze, priva della programmaticità necessaria per un disegno di questa portata. È sempre mancata insomma una visione d’insieme a medio-lungo termine che potesse soddisfare critica e pubblico, tanto dal punto di vista narrativo quanto da quello puramente estetico.

Anche la pellicola stand alone dedicata al “Velocista Scarlatto” ha sofferto queste dinamiche. Agli albori del DCEU (“L’uomo d’Acciaio”, 2013) si parlava già da tempo di questo film, poi entrato effettivamente in produzione ed in seguito riscritto e modificato più e più volte in funzione della direzione da imprimere all’idea generale di macrotrama. Ma, nonostante il gran numero di sceneggiatori e registi che nel tempo hanno messo mano al copione, i tanti dubbi, i cambi in corsa, e le perplessità di una produzione lunga e a dir poco travagliata, si è infine arrivati alla versione definitiva della pellicola, di cui finalmente possiamo parlarvi!

 

“The Flash”, il film che ci proietta nell’incerto futuro DC

“The Flash” è esattamente quello che doveva essere, un film che fa da ponte tra il vecchio DCEU ed il nuovo DCU che James Gunn si appresta ad inaugurare nel corso dei prossimi anni. Sfruttando il potenziale di “Flashpoint”, materiale fumettistico di riferimento, Muschietti è riuscito ad adattare un preciso arco narrativo del personaggio che porta effettivamente al tanto atteso reset dell’universo cinematografico condiviso di casa DC. Ciò che vediamo è per certi versi una chiusura con quanto abbiamo visto finora, per altri è invece una sorta di nuovo inizio, tutto ancora però da decifrare. Chi infatti si aspetta chiarezza sull’eventuale futuro recasting di Ezra Miller, sul destino di alcuni dei personaggi già consolidati presso il grande pubblico o sulla posizione dei prossimi due film in arrivo quest’anno, resterà purtroppo deluso.

Si, perché “The Flash” è parte di un mini-blocco di tre titoli ancora appartenenti alla vecchia gestione DC Films che Gunn ha ereditato di fatto già pronti da distribuire. All’appello mancano ancora la novità “Blue Beetle” ad agosto e “Aquaman e il Regno Perduto” a dicembre, secondo capitolo del franchise dedicato al Re di Atlantide interpretato da Jason Momoa; e non è detto che questi ultimi due titoli si impegnino effettivamente a fornirci delle risposte!

 

La gestione dei due Batman

Uno degli elementi che fin dall’annuncio del cast di “The Flash” ha destato maggiore curiosità è senza dubbio il ritorno di Ben Affleck nei panni Bruce Wayne/Batman, ma soprattutto quello di Michael Keaton nei panni del medesimo iconico personaggio; la pellicola porta infatti in scena per la prima volta al cinema il Multiverso targato DC, concetto che la concorrenza ha saputo furbescamente anticipare già qualche anno fa. Nelle due ore e mezza di girato abbiamo pertanto l’inedita possibilità di goderci a schermo due Batman diversi, quello più “canonico” a cui siamo abituati negli ultimi anni e quello di ritorno direttamente dalle pellicole anni ’80/’90 di Tim Burton.

Il risultato finale è ottimo! Il regista riesce a rendere omaggio ad entrambe le iterazioni del personaggio esaltandone i rispettivi punti di forza e celebrando al meglio soprattutto il trionfale ritorno di Keaton nei panni dell’Uomo Pipistrello. Le sequenze d’azione che lo vedono protagonista sono tra le le migliori dell’intero girato, che unite alla profonda conoscenza e alla più che evidente passione di Muschietti per il background e le atmosfere di quel Batman, rendono la sua performance a dir poco esaltante. L’interpretazione è di quelle pienamente convincenti, che gli permette di rubare la scena talvolta perfino al protagonista, di cui parleremo più avanti. In ogni caso, tanto la figura di Bruce Wayne quanto quella di Batman calzano ancora a pennello sul 71enne divo di Hollywood!

 

Batman

@il Batman di Michael Keaton

 

Menzione d’onore anche al Batman “canonico” di Ben Affleck. Per quanto il suo minutaggio a schermo sia ridotto rispetto a quello del collega (che risulta invece essere un co-protagonista a tutti gli effetti), riesce ugualmente a regalarci sequenze d’azione notevoli, tra le migliori di cui abbia potuto godere finora, oltre che un discorso particolarmente ispirato sull’accettare il proprio passato. Grazie anche ad una rinata convinzione dell’interprete, il regista ha saputo rendere giustizia ad una versione del personaggio nel complesso sfortunata, ma che riesce infine a chiudere bene il suo quasi decennale percorso.

 

L’eccellente performance di Ezra Miller

Ad uscire vincitore dalle delicate questioni legate (purtroppo!) al film è paradossalmente proprio il protagonista Ezra Miller, nonostante Warner Bros. ne abbia limitato al minimo sindacale le apparizioni in pubblico e sostanzialmente virato su una campagna marketing totalmente anomala, mettendo quasi “in ombra” il volto del protagonista; post visione possiamo tuttavia affermare che la sua è un’ineccepibile (doppia) performance, la migliore in carriera! Miller riesce innanzitutto a restituirci un Barry Allen frenetico, nervoso e iperattivo, così come dovrebbe essere, ma si dimostra anche capace di adattarsi alle numerose e diverse sfaccettature caratteriali, evidenziate dalla presenza del doppione in scena.

 

 

Senza scadere in territorio spoiler, abbiamo due Batman ma anche due versioni di Barry Allen, entrambe interpretate da Miller. Il paradosso nasce nel momento in cui “l’Uomo più veloce del mondo” decide di viaggiare indietro nel tempo per salvare la vita di sua madre, uccisa in circostanze misteriose che hanno poi portato all’arresto di suo marito, padre del ragazzo. Tanto l’iterazione principale quanto quella di qualche anno più giovane del protagonista dimostrano una certa cura nella caratterizzazione del personaggio, che Miller riesce a distinguere bene con una buona dose di verve attoriale, oltre che con la freschezza necessaria ad evitare copie carbone che si limitino ad una pettinatura ed un vestiario differenti.

 

La Supergirl di Sasha Calle

Altro elemento di “rottura” rispetto al passato è la presenza di Kara Zor-El/Supergirl, interpretata dall’ottima Sasha Calle. Non era affatto semplice “sostituire” Superman con sua cugina, evidentemente molto meno conosciuta al grande pubblico; eppure anche questa risulta una sfida vinta dagli autori! Tramite pochi ma incisivi dialoghi si riesce a riportare lo spettatore direttamente a “L’uomo d’Acciaio” e ai relativi momenti in cui si palesa agli occhi del mondo quella che è la filosofia di fondo che caratterizza la kryptoniana Casata degli El, che rivive nel mai banale concetto di “Più forti insieme!”.

 

Supergirl

 

Il Multiverso, croce e delizia dei cinecomics

Ormai sembra quasi una regola non scritta dei cinecomics: non c’è film sul multiverso che si rispetti senza cameo sorprendenti. Questo “The Flash” non fa ovviamente eccezione e ci propone il suo personale “viaggio” nel Multiverso DC grazie ad alcune brevi apparizioni che certamente esalteranno i fans più accaniti. Siamo però costretti ad evidenziare come ciò rappresenti un fattore non totalmente positivo per la pellicola, che anzi vive un po’ la dualità di questi interventi estemporanei.

Abbiamo da un lato i cameo più contestualizzati, “organici” e coerenti, legati a doppio filo ai film precedenti cui questo qui si pone in continuità; dall’altro invece un preciso momento in cui la narrazione sembra letteralmente “fermarsi” ad ammirare i cameo multiversali che si è deciso di inserire, privi di un contesto che vada realmente ad intaccare la narrazione, tanto da non interagire nemmeno con i protagonisti in scena; parliamo a conti fatti di vere a proprie comparsate fini a sé stesse, notevoli ma neanche particolarmente curate…

 

Gli effetti visivi, un po’ troppo altalenanti

È giusto dedicare poi un discorso a parte agli effetti visivi, di fatto altalenanti. L’interazione continua tra i due Barry Allen, che sfrutta un’inedita ed innovativa tecnologia, è particolarmente sorprendente e permette un contatto fisico costante e naturale tra quella che di fatto è la stessa persona, che ha dovuto girare due volte alternandosi nei ruoli. Da questo punto di vista il lavoro svolto è ottimo; lo è invece meno in altre sequenze in slow motion e all’interno della Forza della Velocità, entrambe peculiarità del personaggio protagonista. Non ci sentiamo quindi di promuovere in toto la qualità della Computer Grafica proposta a schermo, che anzi sembra spesso un po’ in affanno, data anche l’enorme ed evidente mole di lavoro affrontata dai VFX artists in questi mesi…

 

Aspetti tecnici e considerazioni finali

La regia è piuttosto ispirata, contraddistinta a tratti da interessanti guizzi creativi che si concentrano perlopiù nelle sequenze dedicate al Batman di Keaton, in cui anche la fotografia gioca il suo ruolo fondamentale. Sono degne di nota anche le soluzioni visive ideate per rappresentare al meglio la già citata Forza della Velocità ed il relativo corso degli eventi. Si riesce poi a mantenere anche un certo equilibrio tra l’umorismo di cui è comunque intrisa la pellicola e la profonda riflessione alla base della narrazione, un discorso generale su quanto ognuno di noi sia frutto anche e soprattutto dei propri errori, che non vanno demonizzati ma accettati come parte fondamentale della propria formazione e di un percorso di crescita che porta alla piena maturità.

Forte di una (rapida) spiegazione del concetto di Multiverso particolarmente azzeccata oltre che diversa e più efficace di tutte quelle proposte dalla concorrenza, la pellicola può pertanto concentrarsi anche su altri aspetti fondamentali. A spiccare è infatti l’elemento più emotivo ed intimo della vicenda, con il commovente legame tra Barry e sua madre Nora a farla da padrone anche rispetto al sacrificato rapporto con l’amata Iris (Kiersey Clemons), non particolarmente memorabile in quest’occasione. Nonostante i personaggi di contorno della vita di Barry non vengano approfonditi, è a conti fatti l’aspetto “coming of age” a risultare il vero fulcro della narrazione, anche al fine di “costruire” il vero villain della vicenda.

“The Flash” è quindi un film che riesce nel suo intento nonostante alcune pecche che certamente potevano essere limate, ma che per fortuna non intaccano l’impianto narrativo della pellicola. Legandosi bene al passato DCEU, il tanto atteso reset in casa Warner/DC è quindi realtà, seppur non sia ancora chiaro cosa ne sarà del personaggio protagonista, così come di altri conosciuti in questi anni; in questo senso, l’ultima sequenza così come la scena post-credits destano più di qualche (legittima!) perplessità…

 

Pro:

  • L’ottima gestione di entrambi i Batman;
  • La (doppia) performance di Ezra Miller;
  • La Supergirl di Sasha Calle;
  • I cameo multiversali, decisamente esaltanti per i fans più accaniti.

 

Contro:

  • I cameo multiversali, per quanto esaltanti gestiti in maniera quantomeno discutibile;
  • Gli effetti visivi, troppo altalenanti per una pellicola di questo genere;
  • La relativa confusione che ancora si percepisce sul futuro di queste storie.

 

Ecco a voi il trailer ufficiale italiano di “The Flash”:

 

 

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