Dopo ben 7 anni, “The Boys” si conclude. Una delle serie simbolo di Prime Video, capace di rivoluzionare il modo di raccontare i supereroi in televisione e di conquistare pubblico e critica con una formula unica.
La quarta stagione mostrava Patriota sempre più potente e vicino al controllo politico degli Stati Uniti, mentre il Paese precipitava nel caos e nella divisione. I Boys cercavano di fermarlo, ma il gruppo si spezzava lentamente tra tradimenti, perdite e scelte sempre più estreme. Butcher, ormai gravemente malato, diventava sempre più ossessionato dall’idea di eliminare tutti i Super, arrivando a usare metodi brutali pur di raggiungere il suo obiettivo. Nel frattempo Ryan, il figlio di Patriota, si avvicinava sempre di più al padre, lasciando dubbi sul suo futuro.
Il finale della quarta stagione si chiudeva con Patriota in vantaggio, i Boys sconfitti e una situazione ormai fuori controllo.
“I supereroi non sono sempre ciò che la gente idolatra”. È sempre stato questo il cuore di The Boys. Le prime stagioni hanno spaccato: un prodotto nuovo, violento, satirico e diverso da tutto il resto. Una serie che non aveva paura di osare. Il problema è che, come accade ormai a tantissime produzioni, The Boys si brucia proprio sul finale. E purtroppo ci abbiamo fatto l’abitudine.
Questa quinta e ultima stagione stravolge gran parte di ciò che aveva reso speciale la serie. Dopo una quarta stagione altalenante, ci aspettavamo una conclusione degna del percorso fatto negli anni. Invece ci troviamo davanti a un finale frettoloso, con storyline chiuse troppo velocemente e altre lasciate praticamente a metà. Una sensazione già vista in tante serie moderne, da “Stranger Things” in poi.
Ma il problema più grande resta la scrittura. La sceneggiatura sembra aver perso completamente il coraggio delle prime stagioni. Eric Kripke aveva dichiarato di avere paura di deludere i fan con il finale della serie, ma proprio questa paura sembra aver limitato tutto ciò che The Boys sapeva fare meglio.
The Boys meritava un finale con i fiocchi. Un finale alla The Boys: sporco, folle, coraggioso e senza paura di osare. Non quello che abbiamo visto.
L’inizio della stagione prometteva bene e raccoglieva quanto costruito dal finale della quarta stagione. Dopodiché, però, arrivano episodi piatti e una gestione discutibile di diversi personaggi. Alcuni sembrano scritti senza una vera direzione narrativa, quasi buttati lì senza un filo logico. Black Noir è uno degli esempi più evidenti, ma non è l’unico.
Anche la gestione del personaggio di Soldatino dà questa sensazione: in alcuni momenti sembra quasi che la stagione sia più interessata a promuovere il futuro dell’universo di The Boys e il prossimo spin-off, piuttosto che a chiudere davvero nel migliore dei modi la storia principale.
Anche lo scontro finale lascia parecchio amaro in bocca. Considerando anni di costruzione narrativa, ci aspettavamo qualcosa di enorme, soffocante, devastante. Invece tutto si chiude troppo in fretta, con diverse incoerenze nella gestione delle forze in campo.
Nonostante tutto, la serie continua a colpire nel suo parallelismo con la realtà. Il ritratto di una società manipolata dalla paura, dai media e dal potere di Patriota resta uno degli aspetti più riusciti dell’intera produzione.
PRO E CONTRO
Pro
Contro
Dopo tanti anni si chiude un’era. Anche se nelle ultime stagioni si era già percepito un calo evidente, The Boys resta una serie che ha lasciato un’impronta importante nel panorama televisivo moderno. La satira, la violenza estrema e il lato oscuro della figura del “supereroe” hanno reso questa produzione qualcosa di diverso dal solito. Resta però l’amaro in bocca.
Dov’è finito il terrore che trasmetteva Patriota? Perché, considerando ciò che era davvero The Boys, non hanno osato fino in fondo? Nonostante una stagione finale gravemente insufficiente (da 4), il voto tiene conto del valore complessivo che The Boys ha rappresentato in questi anni.
Ora toccherà allo spin-off “Vought Rising”, previsto per il 2027, con protagonisti Soldatino e Stormfront in una storia ambientata negli anni ’50. Continuate a seguirci su Nasce, Cresce, Streamma per non perdere nessuna novità e recensione dal mondo del cinema.
Voto finale: 5.5
Articolo di Damiano Longo
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