Robot (@Shutterstock)
La ricerca nell’ambito della robotica sta facendo progressi rapidissimi. L’obiettivo è quello di applicare i suoi frutti a moltissimi campi come il benessere delle persone, l’esplorazione planetaria o il salvataggio in condizioni di pericolo. L’ultimo modello realizzato fa parte della categoria di robot saltatori ed è davvero sbalorditivo.
Il robot da record di cui parliamo oggi è stato progettato da un team di ingegneri dell’Università di Manchester. Il gruppo ha poi pubblicato i risultati sulla nota rivista di settore Mechanism and Machine Theory. Il loro lavoro parte con l’obiettivo di progettare un modello in grado di non perdere l’energia elastica immagazzinata, compiendo quindi sali inefficienti, ma sfruttare al massimo questa risorsa. Il loro lavoro mostrato in questo video ha prodotto risultati eccellenti, arrivando a sviluppare un robot capace di saltare ben 120 metri, più in alto della torre del Big Ben di Londra per dare un’idea.
“I robot sono tradizionalmente progettati per camminare o muoversi su ruote, ma il salto fornisce un modo efficace per spostarsi in luoghi in cui il terreno è molto irregolare o dove ci sono molti ostacoli, come all’interno di caverne, attraverso foreste, sopra massi o persino sulla superficie di altri pianeti nello spazio“. Ha affermato John Lo, esperto di robotica spaziale.
I modelli precedenti al massimo erano riusciti ad arrivare ad un salto di 33 metri, 110 volte le loro dimensioni, ma qui siamo su una nuova scala di grandezza. Stando ai calcoli addirittura il robot di Manchester sulla Luna potrebbe saltare fino a 200 metri, fornendo una prospettiva del tutto nuova. L’ingegnere aerospaziale Ben Parslew ha infatti spiegato: “Le nostre riprogettazioni strutturali ridistribuiscono la massa dei componenti del robot verso l’alto e assottigliano la struttura verso il basso. Gambe più leggere, a forma di prisma e l’utilizzo di molle che si allungano soltanto, sono tutte proprietà che migliorano le prestazioni e, soprattutto, l’efficienza energetica del robot che salta”.
Nelle nostre mani un oggetto simile chiaramente non avrebbe alcuna utilità ma nelle mani esperte degli sviluppatori e dei ricercatori può avere mille applicazioni.
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