Attualità

Rimini: donna si suicida gettandosi nel vuoto con il figlio di 6 anni

Una mamma di 40 anni si è lanciata dal tetto di un condominio di cinque piani, tenendo in braccio suo figlio di 6 anni. Entrambi sono morti sul colpo. La polizia, intervenuta tempestivamente sul posto, ha trovato un biglietto scritto dalla donna che non lascia dubbi sull’intento suicida.

La mamma soffriva di depressione

La disgrazia, come riportato da TGCOM 24, è avvenuta intorno alle 8:30 in via della Pianta, nel quartiere Celle di Rimini. La donna aveva con sé dei biglietti di addio, il che ha reso chiaro agli investigatori che il gesto era premeditato. Secondo le prime informazioni raccolte, la donna soffriva di depressione. Il personale del 118 è giunto rapidamente sul luogo della tragedia, ma per la madre e il bambino non c’è stato nulla da fare. Ora la squadra mobile sta conducendo ulteriori accertamenti per comprendere meglio le circostanze che hanno portato a questo drammatico evento.

La donna, come ogni mattina, avrebbe dovuto accompagnare il figlio dai suoi nonni che vivono nello stesso palazzo.  I nonni solitamente portavano il nipote in un centro estivo, mentre lei si recava al lavoro come commessa. Tuttavia, quella mattina, anziché seguire la solita routine, la quarantenne è salita fino al tetto della palazzina, accessibile tramite una scala interna, e si è gettata nel vuoto.

I vicini, ancora sotto shock, hanno descritto la donna come una madre affettuosa e premurosa. Nessuno avrebbe potuto immaginare una simile tragedia. La donna lascia un compagno, che secondo quanto si apprende, è il padre del bambino. Al momento, anche lui è stato ascoltato dagli inquirenti per cercare di comprendere meglio le motivazioni che potrebbero aver spinto la donna a compiere un gesto così estremo.

Le indagini stanno cercando di ricostruire gli ultimi giorni di vita della mamma, per capire se vi siano stati segnali premonitori che potevano far presagire l’atto disperato. Gli psicologi e i servizi sociali sono stati coinvolti per fornire supporto ai familiari.

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Francesco Gervasio

Nato a Camerino, un piccolo comune universitario nelle Marche, ho frequentato l’istituto alberghiero di Cingoli, e sto ora seguendo un corso di laurea in Scienze Gastronomiche.

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