Attualità

Reso gratuito, addio anche in Italia? Ecco la situazione

Recentemente in diversi paesi del mondo sono cambiate le politiche riguardo la restituzione gratuita degli articoli, soprattutto per le aziende che operano nel settore dell’abbigliamento. Effettivamente, alcuni comportamenti dei consumatori sono diventati economicamente insostenibili, e hanno quindi determinato l’addio del reso gratuito in molte realtà.

Il reso gratuito sparisce: cambiano le regole

Negli ultimi anni, con l’aumento esponenziale delle vendite del settore del vestiario, sono aumentati in maniera esorbitante anche i resi effettuati dai clienti. Tuttavia, adesso, aziende come Abercrombie&Fitch, Zara, H&M e Amazon hanno deciso di porre un limite a questa pratica, diventata ormai poco sostenibile nonché dannosa, date le perdite registrate dopo la restituzione di numerosi capi rovinati.

Alla base di questa drastica decisione, come riportato da Open, c’è il comportamento scorretto di molti acquirenti, che al giorno d’oggi, non acquistando nei negozi fisici, sono soliti farsi recapitare a casa lo stesso capo d’abbigliamento in più taglie e colori diversi, con la consapevolezza di poter effettuare il reso gratuitamente.

Questa pratica utilizzata massivamente, ha però portato spiacevoli conseguenze per le imprese, che si sono trovate a dover sostenere costi ingenti per pagare i camion carichi di resi. Inoltre, molte aziende si sono spesso trovate in difficoltà davanti a capi d’abbigliamento restituiti rovinati o già indossati, e quindi non rivendibili.

I primi cambiamenti: Zara e Amazon

La prima azienda ad aver effettuato questo cambiamento è stata Zara nel Regno Unito, che ha deciso di addebitare 1,95 sterline per chiunque voglia effettuare un reso di articoli acquistati online. Resta però gratuita la restituzione di oggetti comprati nei negozi fisici.

Anche Amazon ha deciso di cambiare le politiche dei resi: negli Stati Uniti, infatti, i consumatori che vorranno restituire un articolo, dovranno pagare un dollaro al negozio UPS. Tuttavia, l’azienda non applica la nuova regola in ambito alimentare, infatti chi acquista da Amazon Fresh, Whole Foods e Kohl’s non sarà tenuto a pagare la cifra del reso.

Nel 2024 anche in Italia arriveranno politiche differenti riguardo ai resi, a cominciare da Abercrombie&Fitch, che avvisa che dal 24 gennaio 2024 si potranno restituire o scambiare gli articoli solamente in un negozio o tramite il suo corriere preferito. Vedremo se anche colossi come Amazon prenderanno iniziative “drastiche” anche nel nostro Paese.

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