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Volete diventare Carabinieri? Ora è essenziale la conoscenza… dei Pokémon!

Siamo ormai abituati a vedere i videogiochi al centro del dibattito sociale e politico, spesso accusati di rendere i giovani “più inclini alla violenza”. Questa volta, però, la polemica è intorno ad un fatto che sembrerebbe quasi una barzelletta. Il Segretario Generale dell’Associazione Sindacale Carabinieri UNARMA, Antonio Nicolisi, ha infatti scritto una nota riguardo a una “particolare” domanda del 27esimo concorso per Sovrintendenti. Nel testo, spedito direttamente al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, viene lamentata la presenza di un quesito riguardo ai nostri “mostri tascabili” preferiti, i Pokémon.

Carabinieri e Pokémon?

Preparatevi bene, perché la domanda è “degna” di uno dei nostri Quiz: “Qual è, tra le altre, una caratteristica dei Pokémon, le creature dell’omonimo videogioco di Satoshi Tajiri?”. Risposte possibili: “che si nutrano di pizza”, “che non muoiano in combattimento”, “che camminino all’indietro” e “che si spostino con biciclette ad una ruota”. Un quesito “singolare“, come scritto nella nota, e che risulta ridicola anche per chi non conosce bene il brand.

La critica dell’associazione è riguardo proprio all’utilità di una domanda del genere per un Carabiniere. “Non ci sono dubbi che una Istituzione che operi nel sociale, ovvero che manifesta la sua azione in un contesto umanizzato, debba conoscere culture/tendenze”, si legge nel testo. Tuttavia, “è singolare che in un test in un concorso interno una delle domande fosse dedicata ai Pokémon. Nella parte finale, si legge anche che un Carabiniere dovrebbe essere pronto a “un impegno sociale di certo che va ben oltre la caccia ai Pokémon“.

Una domanda … troppo difficile?

UNARMA, continuando nella nota, consiglia inoltre che si potrebbe chiedere ai candidati domande di altri tipi, pur rimanendo in tema Pokémon, “se l’argomento piace così tanto a chi lo ha inserito”, anche in modo da “mettere a proprio agio il candidato. Tra le proposte ne figura una che, speriamo, sia da intendere con un senso ironico. L’Associazione, infatti, avvisa che sarebbe stato meglio “chiedere al candidato se Pikachu fosse un personaggio base o una forma già evoluta“.

Anche molti appassionati, infatti, sarebbero potuti cadere in tranello, scordandosi dell’esistenza di Pichu, pre-evoluzione di Pikachu, risultando così una domanda, in realtà, più difficile. Concludendo, viene detto che forse sarebbe stato meglio chiedere di “un Assassin’s Creed, videogioco forse molto più impegnativo”. Anche in questo caso, speriamo che queste parole non siano da intendere alla lettera.

Questa è una notizia che ci fa sicuramente sorridere, ma che allo stesso tempo ci fa riflettere sulla coerenza di tali concorsi. Inoltre, da una parte fa piacere vedere i videogiochi entrare in ambiti così formali, dall’altra, però, è un grande dispiacere vederli ridicolizzati in questo modo. Come proposto dall’UNARMA stessa, si sarebbe potuta chiedere anche una sorta di “analisi ludo-sociale” sul successo dei Pokémon, piuttosto che una domanda di questo genere. Se siete interessati ad altre news di questo tipo, continuate a seguire Nasce, Cresce, Respawna!

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di Lorenzo Fazio

Lorenzo Fazio

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