Attualità

L’olio di palma torna in tavola grazie alla guerra in Ucraina

A causa del conflitto tra la Russia e l’Ucraina che ha sconvolto l’economia globale, si stanno interrompendo più della metà delle forniture di olio di girasole sul mercato. Stando a quanto riportato da TGCOM24, l’industria alimentare sta quindi puntando su un’alternativa molto criticata negli anni passati, a causa dei suoi effetti negativi sull’ambiente e sulla salute…

Che cosa è e da cosa è dovuto il ritorno dell’olio di palma

L’olio di palma è stato fortemente attaccato negli anni scorsi a causa dei danni legati all’ambiente e alla salute che provocava. Ora però sta tornando nei supermercati, nonostante i suoi aspetti negativi non siano migliorati.

Per chi non lo sapesse, l’olio di palma è un olio vegetale che si ricava dalla polpa dei frutti dell’omonima pianta. Dopo la raccolta subisce un processo di raffinazione che ne migliora le caratteristiche organolettiche; a seconda del campo in cui verrà utilizzato, può anche essere sottoposto ad ulteriori lavorazioni. È presente in numerosi prodotti, alimentari e non, come biscotti, creme, saponi e detersivi.

L’olio di palma contiene elevate quantità di acidi grassi saturi, nocivi per la salute di arterie e cuore; per riscontrare danni severi però, bisogna assumerne ingenti quantità. Come specificato da uno studio dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), l’olio di palma (e in minor modo altri oli vegetali) ad alte temperature sviluppa sostanze genotossiche, cioè che possono mutare il patrimonio genetico delle cellule.

A livello ambientale la coltivazione di palme ha causato un grave deforestamento nei Paesi produttori, soprattutto nel sud-est asiatico, come Indonesia, Cambogia e Malesia. A causa di tutti questi problemi, è stata condotta una forte campagna mediatica a sfavore dell’olio di palma, che ne ha causato un drastico calo dell’utilizzo. L’alternativa maggiormente impiegata è stata l’olio di girasole, prodotto principalmente in Ucraina e Russia.

La crisi dell’olio di girasole

Come precisato da TGCOM24, i due Paesi in guerra forniscono circa il 65% dell’olio di girasole al mercato, oltre ad alte percentuali di grano, orzo e mais. Dopo la guerra è diventato complicato il trasporto di queste materie prime, con un conseguente aumento di prezzo. Questo insieme di fattori ha provocato un incremento della domanda dell’olio di palma, che è tornato ad essere acquistato dalle aziende alimentari in sostituzione di quello di girasole.

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Alessandro Mazzolini

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