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Obi-Wan Kenobi: la recensione dei primi 2 episodi

Dopo mesi ad aspettare l’attesa è finita: Obi-Wan Kenobi arriva su Disney+ con i primi 2 episodi. La serie in sei parti arriverà con un nuovo episodio ogni mercoledì sulla piattaforma. Nel cast possiamo ritrovare Ewan McGregor e Hayden Christensen. Senza perderci in troppe chiacchere, ecco a voi la recensione dei primi 2 episodi.

Obi-Wan Kenobi: il ritorno dello Jedi

La serie si apre con un veloce riassunto della trilogia prequel (Episodio I – Episodio III). La storia parte con una scena in particolare contemporanea a Episodio III, per poi spostarsi 10 anni dopo, ovvero il tempo in cui si svolgerà la vicenda. Vediamo Tatooine e gli inquisitori, tra cui il quinto fratello e il Grande Inquisitore, già conosciuti in Star Wars Rebels. Una prima piccola critica può partire già da qui, con il design del Grande Inquisitore, che risulta abbastanza diverso da quello visto nella controparte animata. Nonostante ciò è comunque riconoscibile ed è anche stato migliorato rispetto ai primi trailer, aggiustando il colore dei suoi occhi (dato che nei vari teaser erano scuri, quando invece devono essere gialli). La scena passa poi a Kenobi, che risulta sconfitto e deluso. Oramai si è esiliato e vive sotto il nome di Ben Kenobi. L’unico scopo che ha è quello di vegliare sul giovane Luke. Una serie di vicissitudini portano poi il Jedi a lasciare il pianeta desertico per intraprendere una nuova avventura.

 

 

Il confronto tra il bene e il male

Due in particolare sono i personaggi che vengono messi in contrapposizione: Obi Wan e la terza sorella, Reeva (interpretata da Moses Ingram). Il primo è il protagonista, il maestro Jedi che oramai ha lasciato quella via dopo il fallimento con Anakin Skywalker. L’altra è la più giovane tra gli inquisitori, colei che cerca potere (o una possibile vendetta?) cercando di catturare il famigerato Kenobi, anche a costo di andare d’intralcio ai propri superiori. Ed è proprio questa voglia di catturare l’esiliato maestro Jedi la colonna portante di tutta la trama. Un viaggio inaspettato per il protagonista, che inevitabilmente lo porterà a fare i conti con il proprio passato.

Comparto tecnico

La qualità di Lucasfilm si vede e si sente. Ottima la fotografia ed i colori che lasciano con un prodotto bello da vedere. Soprattutto con il secondo episodio, dove ci troviamo in un pianeta con uno stile che ricorda Blade Runner, con tanti neon e una citta molto fitta. La colonna sonora poi è al top. D’altronde a comporla ritroviamo il maestro John Williams, che ha da poco compiuto 90 anni. I temi riprendono molto quelli della trilogia prequel, ma allo stesso tempo sanno di nuovo, con un pizzico di malinconia che aiuta ad entrare in connessione con Obi-Wan. Gradita anche la scelta di usare i costumi molto spesso invece della CGI, a differenza di quello fatto per The Book of Boba Fett. Le prove attoriali sono tutte di ottimo livello, forse l’unica pecca rimane su questa versione del Grande Inquisitore, che continua a convincere poco, soprattutto se messo in confronto alla controparte animata. Un ulteriore piccolo difetto che possiamo trovare è una particolare scena di un inseguimento, che non è del tutto realistica.

 

Conclusioni finali

Questi primi 2 episodi della serie convincono molto e, soprattutto con il finale della seconda puntata, mettono hype per ciò che verrà. Le  preoccupazioni che si avevano all’inizio sembrano essere svanite quasi del tutto. Ci troviamo davanti ad un prodotto che potrebbe davvero andare a prendere il posto di The Mandalorian come miglior serie live action di Star Wars.

Voi cosa ne pensate? Avete gradito questi 2 episodi? Fatecelo sapere sui nostri social! Noi ci rivediamo Mercoledì con la recensione del terzo episodio! Per essere sempre aggiornati su altre news sul mondo del cinema, continuate a seguirci su Nasce, Cresce, Streamma.

 

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Andrea Antinori

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