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Liguria – Contro la siccità ora entrano in gioco anche le processioni

Accade ad Imperia, in Liguria, dove circa cento persone hanno deciso oggi di partecipare a una particolare processione proposta dal parroco della città. La cerimonia, però, non voleva ricordare un santo patrono o altre festività. Il motivo per cui la processione è stata indetta è stato quello di invocare finalmente la pioggia dopo diversi mesi di siccità. Si tratta, questo, di un’antichissimo rito propiziatorio della chiesa cattolica. Ecco come i social hanno reagito all’idea del parroco.

Una processione per la pioggia

Sembra di parlare di qualche rituale indiano come la danza della pioggia, invece la vicenda accade in Italia ad opera di un parroco cattolico. Il parroco della basilica di San Giovanni, ad Imperia, già qualche giorno fa aveva annunciato di voler condurre una novella “rogazione”, tradizionale rito propiziatorio della religione cattolica.

Le rogazioni erano molto usate in passato ma, col passare dei secoli, sono cadute in disuso. Dopo il Concilio Vaticano II, inoltre, le rogazioni sono scomparse dal Rituale, il volume che comprende tutte le celebrazioni Cristiano Cattoliche, andando a finire definitivamente nel dimenticatoio delle tradizioni. Non per Don Alessandro, però, che pare essersi ricordato di questo antico rituale e aver deciso di dargli una rispolverata.

Il rituale delle rogazioni ha come fine principale quello della buona riuscita delle seminagioni e necessita di preghiere e atti di penitenza per “attirare” la benedizione divina sull’acqua. Il parroco della Basilica di San Giovanni, riporta ANSA, sulla questione ha dichiarato quanto segue:

Non piove bene ormai da otto mesi, a parte qualche sporadico temporale. Scarseggia l’acqua e le campagne sono in sofferenza. Per questo motivo ho voluto promuovere questo momento di preghiera e di penitenza, affinché si possa ottenere il dono della pioggia e una stagione più clemente“.

La reazione dei social

Il gesto del prete deve essere anche stato spinto da una buona dose di coraggio, date le forti critiche a cui sapeva sarebbe stato soggetto. Come volevasi dimostrare, i social non hanno ben visto il rituale condotto da Don Alessandro. Alcuni commenti sbeffeggiano il parroco, come riporta SkyTg24, accusando di un “ritorno al medioevo”.

Tuttavia, l’evento religioso non è stato certo un fallimento. Tra i partecipanti alla processione che si è tenuta oggi si contavano circa un centinaio di fedeli, raccolti per chiedere aiuto non solo a Dio, ma anche a chi non c’è più, “affinché i defunti della nostra parrocchia intercedano per noi“, afferma il parroco.

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Gianmichele Trotta

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