di Federico Minelli
Al momento, il Giudice Sportivo non ha punito i cori razzisti indirizzati a Koulibaly e Anguissa da parte della curva Pisani di Bergamo. Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, avrebbe però disposto un supplemento d’indagine sulla faccenda, in modo da poter agire al meglio e bloccare, con utopica speranza, ulteriori episodi del genere.
Giudice Sportivo, il comunicato
Dopo la 31° giornata, nel fascicolo recapitato alla Procura Federale, c’era, purtroppo, un’altra questione razzista da affrontare. Questa volta a rendersi “protagonisti” sono stati alcuni tifosi atalantini, che hanno assunto comportamenti discriminatori di matrice razziale nei confronti di due giocatori del Napoli.
Nel comunicato del Giudice Sportivo, si legge che “con riserva di assumere le decisioni di competenza in relazione ai cori discriminatori di matrice razziale da parte di alcuni sostenitori della curva nord Pisani in prossimità del tunnel che conduce agli spogliatoi nei confronti dei calciatori Kalidou Koulibaly e Andre Franck Zambo Anguissa (Soc. Napoli), segnalati dai collaboratori della Procura Federale, dispone, a cura della medesima Procura Federale, un supplemento di accertamento istruttorio che specifichi nel dettaglio la collaborazione della Società Atalanta per l’individuazione dei responsabili”.

Serie A (@Shutterstock)
L’Atalanta si discosta dall’accaduto
In pratica, il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea è consapevole in toto di come siano andati i fatti, ma chiede alla Procura Federale un supplemento d’indagine. Così facendo, si alleggerisce anche la posizione del club, che ora è chiamato a collaborare. La società bergamasca aveva già pubblicato una nota, dove confermava “che ogni comportamento non in linea con i principi di civiltà ed educazione, da sempre perseguiti da questo club, sarà osteggiato con forza“.
Il comunicato prosegue: “Non vogliamo, e lo sottolineiamo, dare visibilità a soggetti che nulla hanno a che fare con il nostro ambiente e, pertanto, senza clamori né generalizzazioni, agiremo nelle sedi competenti affinché l’immagine del club e della città di Bergamo siano tutelate”.
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di Federico Minelli
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