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Accadde Oggi: EURO 2004 e il miracolo di Otto Rehhagel e della sua Grecia

Quarti e semifinale, la Grecia sogna in grande

Al primo turno eliminatorio i greci se la vedono con la Francia campione d’Europa in carica. Rehhagel cambia modulo (dal 4-4-2 passa al 4-2-3-1), ma non la sostanza. Se proprio si deve cadere, si cadrà da eroi greci; così aveva battezzato la partita il tecnico tedesco, che sceglie Katsouranis come trequartista alle spalle del solito Charisteas, riferimento centrale. La partita è tutt’altro che spettacolare, la Grecia gioca il calcio che predilige e la Francia lo soffre, non riuscendo a creare occasioni nonostante campioni del calibro di Pires, Henry e Zidane. Nella ripresa gli ellenici cambiano marcia e la sbloccano al 65°: cross di Zagorakis, incornata di Charisteas che fredda Barthez. La Francia, per i rimanenti 25 minuti, va a sbattere contro il muro eretto dalla difesa greca, che si porta a casa vittoria e qualificazione.

In semifinale il tabellone mette davanti Grecia e Repubblica Ceca, che poteva contare sulla propria generazione d’oro: Cech, Nedved, Rosicky, Koller e Baros, capocannoniere del torneo. Nedved esce per infortunio, ma la squadra di Rehhagel soffre, tanto che il match va ai supplementari. Non era più in vigore il golden gol, bensì il silver gol: a differenza del golden, che decretava la fine immediata della partita, il silver prevedeva che si giocasse fino alla fine del tempo supplementare in cui era stata segnata la rete. Il destino fece un enorme regalo alla Grecia: al 105° Tsiartas batte un corner, sul primo palo sbuca Dellas, ai tempi difensore centrale della Roma, che batte Cech e manda i suoi in finale.

La finalissima: chiusura perfetta di un torneo clamoroso

L’ultimo atto è un cerchio che si chiude. Euro 2004 si conclude con la stessa gara con il quale si era aperto: i favoriti e attrezzatissimi padroni di casa del Portogallo sfidano la grande sorpresa del torneo, la Grecia. Il “Da Luz” di Lisbona è gremito, tutto apparecchiato per la festa, ma i greci hanno ben altre idee.

Rehhagel ha preparato la partita un po’ come ha impostato tutto il torneo, ma deve correre ai ripari: non c’è Karagounis per squalifica, si passa al 4-3-3 con Katsouranis regista, Vryzas punta centrale e Charisteas dirottato sulla fascia. Nella prima frazione il Portogallo non riesce a rendersi pericoloso, e nel secondo tempo, come aveva abituato nel corso della competizione, la Grecia viene fuori. La svolta arriva al 65°, ancora da calcio piazzato, ancora grazie ad un colpo di testa: dalla bandierina calcia Basinas, in area il solito Charisteas svetta su Costinha e incorna a rete. I lusitani si riversano in avanti, ma un po’ per imprecisione, un po’ perché Nikopolidis, estremo difensore greco, abbassa la saracinesca, non riescono a sfondare. Le statistiche recitano 16 tiri a 4 verso la porta, ma il risultato le smentisce, incarnando al massimo la filosofia di Rehhagel e della sua squadra: 0-1, “corto muso”, si direbbe oggi.

Grecia 2004 (@Shutterstock)

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Federico Minelli

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