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Crisi Russia-Ucraina: la UEFA conferma San Pietroburgo per la finale di Champions

di Federico Minelli

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La situazione tra Russia e Ucraina è a dir poco inquieta. Secondo gli ultimi sviluppi, anche l’ONU è in allerta, e le circostanze potrebbero entrare in collisione con il calcio europeo, in particolare con la Champions League.

UEFA: “La Russia ospiterà (per ora) la finale”

La Russia, infatti, dovrebbe ospitare la finale della massima competizione europea. Il teatro sarà quello del Krestovsky Stadium, conosciuta ai più come Gazprom Arena, stadio di San Pietroburgo. Tuttavia, a causa delle ultime settimane in cui il contesto russo-ucraino è andato via via peggiorando, si era ipotizzato lo spostamento della sede della finale.

La UEFA, però, ha voluto chiarire ogni dubbio sulla questione tramite un comunicato ufficiale: “La UEFA segue costantemente e da vicino la situazione. Al momento, non ci sono piani per cambiare la sede”. Chiaro e conciso, ma che lascia spazio a eventuali ripensamenti.

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Champions League (@Shutter Stock)

Le reazioni in Europa

Com’era facilmente prevedibile, la decisione della UEFA di confermare la Russia come paese ospitante della finale di Champions League non ha raccolto consensi, ma tutt’altro.

“Alla luce della grave situazione internazionale venutasi a creare, è evidente che la città di San Pietroburgo non potrà ospitare la finale di Champions League prevista per il prossimo 22 maggio. La Russia dimostri a tutto il mondo che ha a cuore i valori dello sport, della fratellanza, della collaborazione e del rispetto e faccia prevalere le sole armi della diplomazia. Non è mai troppo tardi” si legge in una lettera presentata dall’europarlamentare tedesca Viola von Cramon-Taubadel e cofirmata da Tiziana Beghin, capodelegazione del Movimento 5 stelle al Parlamento europeo.

Anche Boris Johnson, primo ministro inglese, ha condannato la scelta: “È inconcepibile! Non ci sono chance che una Russia sempre più isolata possa ospitare una manifestazione calcistica”. Insomma, l’opinione pubblica ma anche istituzionale ha espresso la sua idea, ora sta alla UEFA prendere posizione. In bocca al lupo, Ceferin.

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di Federico Minelli

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