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Covid: Oltre 31.000 casi in Cina, mai così tanti da inizio pandemia

di Luca Palmieri

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In Cina, come riportato da ANSA,  i nuovi casi di Covid-19 hanno superato mercoledì quota 31.000. Per la precisione si tratta di 31.444 nuove infezioni, di cui 27.517 asintomatiche. Mai così tante su base quotidiana dallo scoppio della pandemia di inizio 2020.

Si tratta di numeri minimi considerando quanto accaduto in altri Paesi, ma rilevanti nello Stato cinese dove è ancora seguita la politica della tolleranza zero, sia pure nella versione dinamica, basata su lockdown, test di massa e quarantena.

Le tensioni e le proteste

Zhengzhou, il capoluogo dell’Henan, ha ordinato il lockdown in diversi distretti negli sforzi per riportare sotto controllo i focolai di Covid-19: i residenti del centro di Zhengzhou non possono lasciare l’area a meno che non abbiano un test Covid negativo e il permesso delle autorità locali, il cui consiglio è di non lasciare le proprie case “se non è necessario”.

Proprio la frustrazione per queste queste norme anti-contagio ha causato le violenti proteste di martedì notte e di ieri mattina presso il mega impianto della Foxconn, la iPhone City che assembla il 70% degli smartphone di Apple.

I disordini all’impianto di Zhengzhou hanno portato diversi dipendenti a distruggere telecamere e finestre mercoledì mentre centinaia di altri lavoratori protestavano presso lo stabilimento per i bonus non pagati e per l’accusa di mancata separazione tra i neo assunti e il vecchio personale. I lavoratori hanno dichiarato di essere stati informati che Foxconn intendeva ritardare il pagamento dei bonus, mentre altri si sono anche lamentati di essere stati costretti a condividere i dormitori con i colleghi risultati positivi al Covid.

L’azienda si è poi scusata pubblicando una nota ufficiale con la quale spiegava l’insorgenza di “un problema tecnico”. Ha poi garantito che “la paga effettiva sarebbe stata la stessa concordata nei manifesti ufficiali di reclutamento”.

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