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Corte d’appello, via libera alla dicitura “genitore 1 e 2” sulla carta d’identità

di Enrico Tiberio Romano

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La Corte d’appello di Roma decide per il ripristino della dicitura “neutra“, genitore 1 e genitore 2 sulle carte d’identità rilasciate ai minorenni nel Paese. La decisione smentisce un decreto del Ministero dell’Interno del 2019, quando era guidato dall’attuale Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

La Corte decide per genitore 1 e 2

Una nota dell’associazione Famiglie Arcobaleno annuncia la notizia, aggiungendo che i giudici di secondo grado capitolini hanno “ribadito un concetto molto semplice: sulla carta d’identità di un bambino/bambina non possono essere indicati dati personali diversi da quelli che risultano nei registri dello stato civile“. In altre parole un uomo non può assumere il ruolo di madre e viceversa.

La vicenda che ha fatto molto discutere ha avuto inizio nel 2019 quando lo stesso Salvini firmò un decreto che imponeva  al posto di ‘genitori’ la dicitura madre/padre sui documenti. L’associazione spiega come: “Una coppia di mamme si è rivolta prima al Tar del Lazio e poi al Tribunale di Roma esigendo l’emissione di un documento d’identità che rispecchi la reale composizione della loro famiglia. Già in primo grado il Tribunale aveva accolto la richiesta delle mamme, dichiarando di fatto illegittimo il decreto in quanto il documento emesso “integra gli estremi materiali del reato di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico”.

La presidente dell’associazione Alessia Crocini ha affermato: “il qualunquismo ideologico del decreto Salvini che aveva modificato le diciture delle carte di identità solo per attaccare le famiglie omogenitoriali ma mettendo in difficoltà anche tutti quei minori che presentano situazioni familiari differenti”.

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