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Cobra Kai: la recensione della quarta stagione

Lo scorso 31 dicembre 2021 è stata rilasciata l’intera quarta stagione di “Cobra Kai”. Serie spin-off del brand “The karate kid“, il cui primo film risale al 1984. In questa serie possiamo seguire le vicende, a trent’anni di distanza, di Daniel LaRusso (Ralph Macchio) e Johnny Lawrence (William Zabka) ancora rivali dopo più di trent’anni. Ma nel corso delle quattro stagioni le cose sono un po cambiate.

A volte per vincere bisogna allearsi

Dopo che il Cobra Kai è tornato nelle mani di John Kreese (Martin Kove), i due sensei agli antipodi devono avvicinarsi per vincere insieme quest’ultima battaglia. L’obiettivo è vincere il torneo di karate dell’All Valley. Chi ne dovesse uscire perdente chiuderebbe definitivamente il proprio dojo. I due non ci metteranno molto a trovare attriti fra di loro, dividendosi e partecipando separatamente al torneo. I ragazzi, seppur amici, si daranno del filo da torcere e nessuno vuole indietreggiare di un passo. Ma il Cobra Kai ha un asso nella manica: una vecchia conoscenza di Daniel e Johnny.

Cosa è cambiato dalle precedenti tre stagioni di Cobra Kai ?

Nel corso delle tre stagioni abbiamo potuto assistere ad un cambiamento di quasi tutti i personaggi. In alcuni casi è stata una vera e propria crescita, come nel caso di Miguel (Xolo Maridueña). Il ragazzo è passato dall’essere una macchina da guerra del karate, ad essere un ragazzo maturo che preferisce evitare il conflitto quando possibile. Complice anche l’incidente che ha rischiato di lasciarlo paralizzato per sempre.

Un cambiamento in negativo è avvenuto invece per Robby (Tanner Buchanan) che ha cambiato fazione, anche per fare dispetto al padre Johnny, passando ai Cobra Kai. Fino a quando non si presenta in palestra un giovane ragazzo perseguitato da dei bulli. Robby lo prende sotto la sua ala insegnandogli a difendersi, ma questo legge le nozioni impartitegli, con gli occhi di un Cobra Kai. Le azioni negative del giovane fanno capire a Robby che qualcosa nel metodo del dojo non funziona.

Gli attriti fra Johnny e Daniel che sembravano essersi attenuati invece si ripresentano. I due hanno approcci molto diversi con i ragazzi, ed entrambi pensano di impartire il metodo giusto. Solo alla fine si renderanno conto che gli allievi possono scegliere in autonomia e che la verità sul metodo giusto non è nelle mani di nessuno dei due.

Cobra Kai“: una serie imperfetta ma molto godibile

Questa non è una serie piena di difetti e allo stesso tempo non è una serie da standing ovation. “Cobra Kai” è una serie decisamente godibile che nel corso delle quattro stagioni ha saputo mantenere una certa qualità. Una qualità dettata da sé stessa, piena di riferimenti ad una cultura anni ’80 ormai passata (ma che periodicamente viene riproposta) ed ai vecchi film del brand. Infatti vengono spesso mostrate scene ed in più di un caso è stato inserito un personaggio storico. 

A proposito di questo, nella quarta stagione viene re-inserito il personaggio di Terry Silver (Thomas Ian Griffith). Questo è stato la causa di un cambiamento di Daniel in età universitaria, prendendolo sotto la sua ala ed impartendogli le nozioni del Cobra Kai. Il ritorno di Silver nelle vite di Johnny e Daniel è destabilizzante per i due e per i loro dojo. Il suo è un personaggio insidioso, è un uomo scaltro e fuori di testa. Per arrivare all’obiettivo non guarda in faccia a nessuno e quello che fa sul finale ne è l’esempio. Griffith è tornato pienamente nel personaggio, riuscendo a dargli un grande spessore anche a trent’anni di distanza.

Forse la velocità del susseguirsi ed il risolversi delle azioni è un punto a sfavore della serie, che avrebbe bisogno di prendersi un po’ di più i suoi tempi. Spesso nel mezzo di una puntata, o alla fine, avviene qualcosa che nella puntata successiva viene subito smentita dal diretto interessato o da qualcuno a lui vicino. Questo fa si che nello spettatore non si instauri una sicurezza nelle azioni dei personaggi, perché potrebbe sentirsi appagato in un dato momento e deluso dopo poco.

PRO

  • Ottime prove attoriali .
  • Serie molto veloce e dinamica.
  • Continui riferimenti al passato della cultura pop e del brand stesso.

CONTRO

  • Rapido susseguirsi degli avvenimenti.
  • Lo spettatore non sa mai quando credere nella risoluzione di una situazione.

Per altre news su Cinema e Serie Tv, continuate a seguire NCS!

di Simone De Mattia

 

 

 

Redazione Network NCI

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