È finalmente arrivato l’anime di “Chainsaw Man“, uno dei prodotti più attesi nel panorama dell’animazione. Tratto dall’omonimo manga di Tatsuki Fujimoto, sarà diviso in due cour separati, ognuno dei quali composto da 12 episodi. Le animazioni sono a cura dello studio MAPPA e gli episodi andranno in onda solo su Crunchyroll.
L’undicesimo episodio adatta i capitoli dal 32 ad una parte del 35. L’arco finale di questo primo cour di “Chainsaw Man” entra nel suo vivo. Passato qualche giorno dall’attentato ai Devil Hunter, è arrivato il momento di catturare i terroristi. La sezione speciale 4 si amplia con nuovi membri: il majin-squalo, il majin-violenza, il diavolo ragno e il diavolo angelo. Insieme ad essi abbiamo coloro che sono sopravvissuti all’attentato (Denji, Power, Aki e Kobeni), il tutto supervisionato da Kishibe. Non manca niente per passare all’attacco e fermare gli ex-yakuza che, per conto del diavolo pistola, hanno sempre lo stesso obbiettivo, il cuore di Denji.
Il livello della qualità delle animazioni in questo undicesimo episodio è abbastanza soddisfacente. L’uso della CGI c’è e si vede, ma almeno non dà fastidio come in alcuni degli episodi precedenti e tutto sommato si integra abbastanza bene con i disegni. Anche le musiche sono nella norma, seppur non ci siano dei temi troppo memorabili nel corso della puntata.
Episodio che, però, è ricco di tensione e scene importanti per la trama. Aki cerca vendetta; Denji e Power, dopo l’addestramento con Kishibe, sono diventati più forti; la sezione speciale 4 si amplia; i dubbi e le domande su Makima iniziano a farsi sempre più importanti. L’azione arriva solamente verso la fine dell’episodio, ma nonostante ciò tutta la puntata resta godibile, soprattutto durante le scene con Makima. Infatti è proprio lei la “protagonista” di questo episodio, anche se non veniamo a sapere praticamente niente sul suo personaggio. Le scene che la mostrano in “azione” sono sempre un piacere: trasmettono sempre una sorta di ansia allo spettatore, fanno domandare se Makima sia un’umana o un diavolo. Rimane ottima la scelta della non-censura della violenza e del gore; buono anche il pacing, dato che sono riusciti ad animare quasi quattro capitoli in un solo episodio.
L’opening è a cura di Kenshi Yonezu e si chiama “Kick Back“; l’ending invece, che ricordiamo essere diversa per ogni episodio della serie, è “Violence” di Queen Bee.
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