Odissea
Avete presente quella sensazione di insaziabilità di quando andate a vedere un film che dura tanto, ma che non volete finisca mai? Odissea è proprio questo! Sir Christopher Nolan è riuscito ancora una volta a firmare un capolavoro su tutta la linea. Le polemiche sterili sul cast e sulla poca accuratezza storica delle armature ecc. le lasciamo a chi ha voglia di sollevare polveroni inutili riguardo a una storia fantastica con dei, mostri e ciclopi. Odissea è un film straordinario, che vuoi vedere e rivedere all’infinito e che esprime tutta l’estetica di Nolan nella sua purezza: il protagonista interiormente tormentato, la vendetta, l’utilizzo del tempo, lo scarso uso di effetti visivi a favore di quelli pratici e tanto altro.
Con un cast corale in stato di grazia, riprese mozzafiato, colonna sonora da brividi e un comparto tecnico da applausi, il kolossal del regista britannico inizia la rincorsa agli Oscar 2027 con altissime, se non certe, possibilità di aggiudicarsi più statuette. Ecco la nostra recensione completa di Odissea.
In questo articolo non ci soffermeremo tanto sulla trama in sé. L’Odissea di Omero è un poema ben noto a tutti, insegnato a partire dalla scuola media. Ci limiteremo a dire solo che la storia è stata rappresentata in maniera accuratissima da Nolan, che ha gestito il viaggio di ritorno di Ulisse a Itaca con la sua solita gestione del tempo. Attraverso i flashback, lo stesso Odisseo rivive le avventure sue e dei suoi uomini mentre si trova “prigioniero” a Ogigia dalla ninfa Calipso. Ad aspettarlo a casa, ovviamente, ci sono il figlio Telemaco, la moglie Penelope, il vecchio cane Argo e il fedele Eumeo, i quali devono resistere alla minaccia di Antinoo e dei suoi seguaci, che vogliono prendere il trono di Itaca approfittando dell’assenza del suo re.
In Odissea lo stile nolaniano trova campo libero e viene espresso e messo in pratica nella sua purezza. Il regista britannico è noto per scrivere e dirigere storie con protagonisti dal tormento interiore e che spesso cercano vendetta nei confronti di qualcuno o qualcosa. Basti pensare alla trilogia del Cavaliere Oscuro, a Memento o a Oppenheimer. E chi meglio di Ulisse, figura di spicco dell’epica classica, può rappresentare tutte queste caratteristiche tipiche unite al suo ingegno? Grande stratega per la presa di Troia attraverso l’inganno del cavallo e valoroso condottiero, il personaggio interpretato da Matt Damon si troverà a subire la perdita di tutti i suoi uomini per volere degli dei, da loro sfidati durante la battaglia contro i troiani e nel viaggio di ritorno, in particolare quando accecano Polifemo, figlio di Poseidone.
E, come sappiamo, il buon Christopher ama girare i suoi film in formato IMAX. Quindi, se decidete di vedere il film, fatevi il favore di vederlo in una sala adibita e non in una standard, perché perderebbe notevolmente d’impatto visivo. È bene precisare che il formato originale della pellicola è IMAX 70mm e, in Italia, purtroppo non ci sono sale che supportano tale formato, ma le valide alternative, come IMAX Digital o 70mm, non mancano.
Ricordiamo benissimo come il web sia insorto per le scelte di casting ritenute inopportune da una buona fetta di pubblico. Ci riferiamo ovviamente a Lupita Nyong’o nei panni di Elena di Troia, Elliot Page come Sinone e Zendaya nelle vesti della Pallade Atena. Pioggia di dislike ai trailer e valanghe di commenti negativi che gridavano al woke. Beh, sappiate che ogni personaggio è stato magistralmente interpretato e che lo spirito di ogni singola figura è rimasto intatto, a prescindere dal colore della pelle o dal sesso dell’interprete.
Matt Damon è un perfetto Ulisse, che incarna alla perfezione il re di Itaca nelle sue avventure. Stesso discorso vale per Anne Hathaway nei panni di Penelope, una sposa devota e fiera che attende per anni il ritorno del suo amato. Tom Holland è un valido Telemaco, che va alla ricerca del padre. Come anticipato, anche Lupita Nyong’o, Zendaya ed Elliot Page non sfigurano minimamente. Quest’ultimo ha un ruolo fondamentale all’interno del film, nonostante il breve minutaggio riservatogli. Applausi anche per Jon Bernthal come Menelao, re di Sparta e marito di Elena. Menzione d’onore anche per Charlize Theron nei panni di Calipso e Samantha Morton nelle vesti della maga Circe.
Per Robert Pattinson abbiamo finito le parole per descrivere la sua enorme bravura. Twilight è ormai da anni un lontano ricordo e, con le sue interpretazioni eccezionali degli ultimi anni, possiamo definitivamente considerarlo come l’attore del momento. Nell’Odissea dona il volto al malvagio Antinoo, che spicca per infamia, crudeltà, paura e codardia, e Pattinson riesce alla perfezione in questo difficile compito.
E, sorpresa sorpresa, a rubare in parte la scena c’è colui che non ti aspetti: l’Eumeo di John Leguizamo. L’attore colombiano interpreta il più fedele dei servi di Ulisse e lo fa con una naturalezza e una perfezione che lasciano a bocca aperta lo spettatore. Un ruolo ottimo per un attore che, probabilmente, è sempre stato poco considerato dal pubblico e dalle major.
Un’altra, inutile, critica rivolta a Nolan è quella di non aver optato per armature presenti durante l’Età del Bronzo, bensì per armature ed elmi romani. Se fate una ricerca su internet, troverete come le vere armature avrebbero stonato in un contesto nolaniano, apparendo anche ridicole per certi versi. Ma in molti si dimenticano che siamo davanti a un film e che andrebbe anche contestualizzato il tutto, soprattutto se si tratta di una storia fantastica con divinità, mostri marini, sirene, ciclopi ecc.
Stesso discorso per ciò che riguarda i Lestrigoni, che nell’opera originale Omero descrive come un popolo di giganti, senza armature e armati di enormi bastoni. Nolan ha scelto di mostrarli sì come grandi uomini, ma con armature ed elmi argentati e grandi spade, che senza difficoltà uccidono molti itacesi e distruggono le loro imbarcazioni. A noi il tutto è piaciuto e le scelte del regista sono state più che giustificate se correlate al suo stile.
Si è parlato anche di come Agamennone sembri indossare più un’armatura da Batman che da re miceneo. Il nostro parere è che ogni volta che lo si vede in scena emani un’aura assurda che rispecchia il suo enorme potere, davanti al quale tutti, compreso Ulisse, si inchinano.
La cura di ogni minimo dettaglio rende il film perfetto. Occorre quindi menzionare anche il lato tecnico, tanto caro a Nolan. Fotografia e colonna sonora rendono il progetto memorabile, con Hoyte van Hoytema e Ludwig Göransson, qui all’ennesima collaborazione con il regista, che hanno dimostrato ancora una volta di essere tra i migliori al mondo nei loro rispettivi ruoli.
Inoltre, vogliamo precisare che due scene in particolare ci hanno colpito per l’epicità e per come regia, montaggio ecc. abbiano trovato la perfetta sintonia, ovvero: la scena nell’Ade e la presa di Troia.
Un altro elemento tipico, già accennato all’inizio, è la predilezione per gli effetti pratici a sfavore di quelli visivi. Per la rappresentazione del ciclope Polifemo si è optato per un animatrone alto sei metri, che non ha sfigurato minimamente nella resa finale. Per motivi ovvi, alcune scene hanno richiesto l’uso dei VFX, come quella con il mostro Scilla, ma il lavoro svolto è risultato impeccabile. Se proprio vogliamo trovare delle pecche, alcune rivisitazioni rispetto alla storia originale, ovviamente parliamo di storia, non di casting, potrebbero far storcere naso ai puristi. Ma siamo comunque di fronte a un’opera semplicemente straordinaria.
Odissea è il miglior film di Nolan? Probabilmente no. Il fatto è che questo regista riesce a sfornare sempre capolavori e questo film è un vero capolavoro che rappresenta appieno la sua visione di cinema.
VOTO: 9
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