di Francesco Ferri
Un nuovo virus è stato scoperto in Cina. Nelle province dello Shandong e dell’Henan sarebbero già 35 le persone contagiate da questo nuovo morbo. Tra i sintomi registrati ci sono febbre, affaticamento generale, tosse, anoressia, dolori muscolari e nausea. Ora l’OMS monitora la situazione cercando di capire se vi è trasmissibilità da uomo a uomo. Nel frattempo i dati sulla mortalità non appaiono confortanti: potrebbe potenzialmente raggiungere il 75%.

Medici in tenuta anti virale (@Shutterstock)
L’origine animale del virus
Secondo un team di scienziati provenienti da Cina e Singapore, che hanno pubblicato una relazione sul New England Journal of Medicine, il virus responsabile del contagio è l’Henipavirus, un virus di origine animale. Anche chiamato Langya henioavirus, spesso abbreviato in LayV, è stato associato ad alcuni casi febbrili. Da qui il collegamento con tutti gli altri casi che comportavano anche affaticamento, tosse, mialgia e nausea. Il virus potrebbe anche compromettere la funzionalità epatica e quella renale. L’OMS ha classificato gli Henipavirus come livello 4 di biosicurezza. Ciò è dovuto alla loro capacità di causare malattie molto gravi nell’uomo e anche negli animali con tassi di mortalità attestati fra il 40% e il 75.
L’assenza di un vaccino
Attualmente non esisterebbe un vaccino capace di contrastare l’Henipavirus. Al tempo stesso non sarebbe stato messo a punto nemmeno un trattamento specifico, limitando l’assistenza medica alla terapia di supporto per la gestione delle complicanze. Fortunatamente non è stato individuato ancora nessun Focolaio significativo di LayV. In questo modo non risulta dimostrata la trasmissione da uomo a uomo. L’Henipavirus appartiene alla stessa famiglia di altri virus comparsi in queste zone, come l’Hendra (HeV) o il Nipah (NiV). In particolare quest’ultimo preoccupò gli scienziati per il rischio che potesse causare la prossima pandemia.
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