di Redazione Network NCI
Il caso del cittadino originario del Bangladesh accusato di violenza sessuale a Torino, sta continuando a far discutere. Il Tribunale del Riesame ha stabilito – ribaltando la decisione del Gip del 31 agosto – che il 42enne dovrà tornare in carcere. La sentenza verrà motivata nei prossimi giorni.
Nuova svolta nel caso di Torino
I fatti si sono svolti a fine agosto, all’interno di un minimarket a Torino. Un uomo di 42 originario del Bangladesh avrebbe allungato le mani su una donna di 40 anni e – poche ore dopo – su una bambina di 13 anni all’interno del negozio. Dopo due giorni in carcere, il Gip aveva disposto (il 31 agosto) l’obbligo di firma per l’accusato, in quanto incensurato e in quanto si era detto pentito delle sue azioni. La decisione aveva subito scatenato polemiche, con l’intervento della Premier Giorgia Meloni e la decisione del ministro Nordio di inviare gli ispettori in tribunale. Inoltre, dopo la scarcerazione, alcuni cittadini esasperati hanno compiuto atti di vandalismo contro il minimarket in cui si erano verificati i fatti.
La pm incaricata del caso si era subito opposta alla decisione, chiedendo che venisse modificata a causa del pericolo di fuga dell’imputato, e il pericolo che potesse reiterare il reato. E il Tribunale del Riesame le ha dato ragione, stabilendo che il 42enne torni in carcere. Come riportato da TGCom24, durante l’udienza del 14 settembre, l’imputato non si è presentato ma ha fornito una lettera. “Ho deciso di rivolgermi a un centro di ascolto per uomini che hanno commesso brutti gesti su donne e bambini per avere un supporto psicologico. Il mio avvocato mi sta aiutando a cercare un centro, anche se non è facile, anche perché non conosco l’italiano. Farò un corso di lingua per poter iniziare un percorso con esperti”.
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Articolo a cura di Enrico Roca
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