di Redazione Network NCI
Il “cash trapping” è una truffa con cui un malintenzionato sottrae il denaro prelevato dalla vittima. Il bancomat viene manomesso con una linguetta metallica, che blocca l’uscita delle banconote. Così, la vittima crede che il prelievo non sia andato a buon fine e si allontana, ignara del fatto che il truffatore, lì in agguato, andrà a ritirare il suo denaro.
Cash trapping
Il momento in cui ci si reca ad un ATM per prelevare denaro contante, è da sempre un momento di pericolo. Nel corso del tempo, sono stati vari e fantasiosi i metodi utilizzati da ladri per sottrarre denaro alle vittime. Come suggerisce il nome affibbiato a questa particolare truffa, il cash trapping consiste nell’intrappolare il denaro prelevato dalla vittima inconsapevole. Il malvivente pone una linguetta – spesso di metallo – per bloccare l’erogatore del bancomat, impedendo al denaro prelevato di uscire. Quando la vittima svolge tutta la procedura per un prelievo allo sportello bancario – inserisce la carta, sceglie la somma di denaro da prelevare, inserisce il pin di sicurezza – non riceve nulla. Il raggirato, quindi, credendo che l’operazione non sia andata a buon fine, si allontana a mani vuote. A quel punto, il truffatore torna al bancomat, toglie la linguetta metallica, e riceve il denaro prelevato dalla vittima.
Per evitare di cadere in questa truffa, ci sono alcuni consigli utili riportati da TGCom24. In primo luogo, prima di inserire la carta all’interno del bancomat, bisognerebbe controllare che l’erogatore di denaro non sia stato manomesso. E solo dopo essersi accertati che non ci siano linguette metalliche o barre adesive, effettuare l’operazione. Nel caso in cui la vittima non dovesse accorgersi in tempo che l’erogatore era stato bloccato in precedenza, l’unica cosa da fare sarebbe stazionare davanti al dispositivo e chiamare subito il numero d’assistenza della filiale in questione. Nei pressi di Roma, un 49enne è stato arrestato con l’accusa di aver utilizzato la tecnica del cash trapping, nel tentativo di sottrarre 50 euro al suo legittimo proprietario.
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Articolo a cura di Enrico Roca
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