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Nuova Zelanda: scienziati puntano a creare frutta in laboratorio senza le parti normalmente scartate

di Francesco Ferri

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Gli scienziati dell’istituto Plant & Food Research cercheranno di sviluppare un progetto molto ambizioso. La loro intenzione è quella di produrre frutta in laboratorio senza le parti che normalmente vengono scartate. Mirtilli, mele, ciliegie, pesche e uva: sono molte le tipologie di frutta che gli studiosi si stanno impegnando a sviluppare in laboratorio…

Frutta creata in laboratorio

L’obbiettivo primario è quello di produrre frutta utilizzando cellule vegetali. Infatti, come riportato da TGCOM 24 , il programma della durata di cinque anni si sta concentrando sulle cellule di diversi tipi di frutti. Mirtilli, ciliegie, mele, pesche e uva senza le parti che normalmente vengono scartate. Questo porterebbe ad una maggiore salvaguardia della sicurezza alimentare, pur soddisfacendo il palato dei consumatori.

I benefici del progetto

I benefici del progetto in questione sono molti: in primis la riduzione dell’impatto ambientale della produzione alimentare, consentendo in tal modo un maggior nutrimento alle popolazioni future. Non sarà facile convincere le persone ad accettare il cambiamento, questo secondo il ricercatore Ali Rashidinejad. In particolare per le generazioni più anziane sarà dura riuscire superare i timori iniziali. Il team avrà dunque il compito di dimostrare “la sicurezza per gli organismi attraverso lunghi e costosi studi clinici“. Questa particolare tecnologia consentirebbe infatti la coltivazione di frutta anche nelle città, così da limitare i costi e le emissioni di carbonio prodotte durante il trasporto della frutta nei centri urbani. Al tempo stesso ci sarà la possibilità di recuperare cibo perso a causa del maltempo o delle alte temperature.

Un svolta green

In un periodo di forti cambiamenti climatici questa invenzione potrebbe essere una svolta green molto importante per la nostra società. “Il motivo per cui lo stiamo facendo è che siamo tutti consapevoli che il pianeta sta cambiando“. Ha così commentato la co-leader della ricerca Samantha Baldwin. La produzione di alimenti vegetali in laboratorio, infatti, potrebbe essere un’importante soluzione ai danni ambientali causati dall’uomo.

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