Attualità

La rinascita di Amber Fillary, 90 metri sotto al ghiaccio

La sudafricana Amber Fillary ha nuotato per 90 metri sotto la superficie di un lago ghiacciato in Norvegia, battendo il record del mondo e dando un lieto fine alla sua storia di redenzione.

Un record incredibile

Il nuoto sotto al ghiaccio è una delle discipline più pericolose del mondo. Lo sport in questione è essenzialmente una sfida di apnea e resistenza alle temperature bassissime. In queste condizioni estreme, tuttavia, ci sono atleti incredibili che compiono imprese sensazionali. Una di queste persone è la sudafricana Amber Fillary, che il 5 marzo di quest’anno ha scioccato il mondo del nuoto sotto al ghiaccio.

La donna ha infatti battuto il suo stesso record di distanza percorsa nuotando sotto alla superficie di un lago ghiacciato. Il precedente record, come detto, firmato da lei stessa, era di 70 metri in apnea e con temperature dell’acqua intorno ai 4°C. Tuttavia, questa volta Amber è riuscita a nuotare per ben 90 metri, stabilendo un nuovo, strabiliante record del mondo.

 

Polo Nord (@Shutterstock)

La storia di Amber

Nonostante adesso Amber sia un’atleta di successo, detentrice di un record mondiale, e tenga diversi seminari motivazionali, non è stato sempre tutto facile per lei. La sua storia è caratterizzata dalla depressione, da dipendenza e ostacoli troppo grandi da superare. Ma è anche una storia di redenzione e rinascita; la storia di una donna che ha combattuto contro tutto questo e ne è uscita vincitrice.

Sin da quando aveva 15 anni, Amber ha sofferto di anoressia, bulimia e depressione. Questi disturbi l’hanno portata negli anni successivi a cadere nella dipendenza da alcool e farmaci; in questo periodo, Amber tentò diverse volte di togliersi la vita, ma dopo la morte del marito per overdose, qualcosa è cambiato.

L’inizio della carriera di Amber

È stato in quel momento che Amber ha deciso di dare una svolta alla sua vita. Ha provato diverse discipline, scoprendo finalmente il nuoto sotto al ghiaccio. La sua innata resistenza alla temperature estreme l’ha aiutata, e con allenamento e dedizione è riuscita a fare ciò che nessuno prima aveva mai fatto. I traguardi che Amber ha raggiunto non possono che essere di ispirazione per tutti, e questa storia, per quanto dolorosa, ha avuto un lieto fine.

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Stefano Ceresoli

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