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568 anni fa, Gutenberg stampava il primo libro in Occidente!

568 anni fa, il 23 febbraio 1455, avveniva in Europa una tra le più importanti rivoluzioni che avrebbero cambiato per sempre il mondo della cultura e della scrittura; il tipografo Johann Gutenberg, in una piccola bottega di Magonza, ultimò infatti le stampe della Bibbia, adottando la tecnica dei caratteri mobili…

La storia della stampa, tra gli amanuensi e la Cina

In Europa, fino alla rivoluzione di Gutenberg, il mondo della cultura era una sorta di prerogativa del mondo religioso, in particolare dei monasteri; sono stati essenziali i lavori di copiatura da parte degli amanuensi che, durante il Medioevo, salvaguardarono numerosi testi fondamentali della nostra cultura, appartenenti soprattutto all’età classica. Il solerte lavoro dei monaci tuttavia, richiedeva una grande quantità di tempo e fatiche, ampiamente contrastate grazie all’invenzione della stampa moderna.

La tecnica dei caratteri mobili, adottata da Gutenberg, era già stata scoperta diversi secoli prima in Cina, si crede verso la metà dell’XI secolo. Il limite principale di questa però era dato dai caratteri, realizzati con materiali deperibili quali argilla o legna; l’impiego di materiali più durevoli, come il bronzo, risale probabilmente al XIII-XIV secolo, sempre in ambito asiatico.

Gutenberg: l’inventore della stampa moderna in Occidente

Uno dei dubbi più grandi che aleggiano tra gli storici verte sui meriti effettivi di Gutenberg; non è del tutto chiaro se avesse “semplicemente” importato questa tecnica in Europa o se l’avesse scoperta per caso. Qualunque sia l’ipotesi, al giorno d’oggi ricordiamo comunque il tipografo tedesco come l’inventore della stampa moderna in Occidente, mediante caratteri mobili realizzati in ferro e acciaio; si tratta di materiali che richiedevano un minor lavoro manuale, a differenza del bronzo o addirittura del legno, utilizzati in Oriente.

Nel 1452, Gutenberg mise quindi in moto per la prima volta il torchio tipografico, la macchina che avrebbe permesso, nel giro di tre anni, di stampare 180 copie della Bibbia, ultimando i lavori il 23 febbraio 1455; i caratteri utilizzati erano gotici, una scrittura derivata dal latino e impiegata soprattutto nei testi liturgici. Il capolavoro di Gutenberg, la “Bibbia a 42 linee”, è stata inserita nell’elenco della “Memoria del mondo” nel 2001 dall’UNESCO.

Al giorno d’oggi, delle 180 copie originarie ne conserviamo ben 49 nella loro pressoché interezza, e sono sparse tra gli Stati Uniti, l’Europa e il Giappone, con il primato detenuto dalla Germania, con 13 copie. Il valore di questi reperti è assolutamente inestimabile, tanto che all’asta possono valere svariati milioni di dollari; Bill Gates nel 1994 se ne aggiudicò una per ben dieci milioni di dollari!

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Lorenzo Peratoner

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