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Stranger Things 5: cosa va e cosa non va (con spoiler)

Abbiamo già parlato della conclusione e dell’ultima stagione di Stranger Things attraverso la nostra recensione completamente no spoiler. Ora, però, vogliamo entrare nel dettaglio e dire le cose in modo chiaro: se non avete ancora visto l’ultima stagione, fermatevi qui.

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Molte persone sono cresciute insieme ai protagonisti. Dal lontano 2016, Undici, Mike, Dustin, Will e Lucas ci hanno accompagnato per ben nove anni su Netflix. Una storia di amicizia e crescita, fatta di difficoltà, fragilità e del confronto con un potere inumano e fuori da ogni schema.
Nella nostra recensione abbiamo parlato di ciò che ha funzionato e di ciò che non ha convinto senza entrare nei dettagli. Ora, invece, vogliamo analizzare in modo più approfondito cosa abbiamo trovato interessante e cosa, al contrario, poco riuscito.

La prima parte della stagione è stata senza dubbio molto convincente: le scene sono ricche di tensione, paura e momenti di riflessione. Tutti i protagonisti hanno spazio e incidono in modo importante sulla narrazione. Un cerchio composto da molti punti da collegare, che i fratelli Duffer riescono a ricomporre con una regia quasi impeccabile.
Il finale del quarto episodio rappresenta il vero punto di svolta della stagione. Will, il ragazzo che ne ha passate di ogni, scelto da Vecna per i suoi “esperimenti” e privato della sua adolescenza, sorprende tutti prendendo in mano la situazione e sfruttando i poteri di Vecna per salvare le persone che ama.

Un momento prima del disastro

Dopo un colpo di scena di questa portata, ci si aspettava qualcosa di altrettanto importante nei restanti quattro episodi, ma così non è stato. La seconda parte risulta priva di reale impatto, sia a livello narrativo che tecnico. La scelta legata a Will è importante sul piano emotivo, ma appare fuori luogo nel contesto in cui viene inserita. A questo si aggiungono numerosi buchi di trama e una narrazione poco coerente: i personaggi entrano ed escono dal Sottosopra con estrema facilità, senza reali ripercussioni e spesso senza che venga mostrato nulla, rendendo difficile seguire e collegare correttamente eventi e scene.

Vogliamo poi parlare del padre di Mike, Nancy e Holly? Ted Wheeler viene completamente dimenticato, come se fosse morto o sparito nel nulla. Lo stesso vale per i genitori e la sorella di Derek Turnbow: sono ancora legati nella “fattoria” o sono usciti? È vero che si tratta di personaggi secondari, ma la loro gestione risulta decisamente sbagliata. Sul fronte delle creature, in molti — noi compresi — si sono chiesti che fine abbiano fatto i Demogorgoni, completamente assenti nel confronto finale nella Dimensione X.
E che dire del dottor Sam Owens? Nella quarta stagione, quando Undici decide di tornare a Hawkins, Brenner gli impedisce di aiutarla, rompendo la loro alleanza. Poco dopo, il colonnello Sullivan attacca il laboratorio: Brenner muore, ma di Owens si perdono completamente le tracce. È morto? È sopravvissuto? Nessuna risposta.


Arriviamo infine alla battaglia finale. Non ci aspettavamo un’ora e mezza di combattimento, ma lo scontro ci è sembrato eccessivamente affrettato. Vecna, presentato per due stagioni come un villain invincibile, quasi divino, viene sconfitto con una facilità disarmante e senza reali conseguenze per i protagonisti. Lo stesso vale per il Mind Flayer: una creatura che sembrava inespugnabile viene eliminata in pochi minuti, troppo facilmente.
Il villain era importante quanto i protagonisti. Non era necessario far morire uno dei personaggi principali per rendere lo scontro significativo, ma serviva sicuramente una gestione più intensa e credibile del conflitto.
La conclusione resta comunque emozionante, ma al di là di questo si salva ben poco.

Voi cosa avete trovato di strano o poco convincente? Fatecelo sapere. Continuate a seguirci su Nasce, Cresce, Streamma per non perdere nessuna novità dal mondo del cinema e delle serie TV.

Articolo di Damiano Longo

Redazione Network NCI

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