Gaming

Videogiochi: “un’industria sana e in espansione”, per la Sottosegretaria alla Cultura

Il governo italiano è tornato di nuovo a parlare di videogiochi e di come questo medium si stia evolvendo nel nostro Paese. La Sottosegretaria alla Cultura si è infatti dimostrata molto aperta a prestare più attenzione a questo settore, a detta sua, in crescita sia lato imprese che per quanto riguarda i consumatori. Si starebbe pensando quindi a una maggiore valorizzazione e un impiego in musei o nelle scuole.

La consapevolezza verso i videogiochi aumenta

Il rapporto tra videogiochi e governo italiano, per cause e ragioni fin troppo variegate, è da sempre stato piuttosto brusco, risultando spesso in discussioni fazionistiche. Tra gli esempi più importanti e relativamente recenti ricordiamo le accuse del Senatore Cangini contro la fruizione di web e videogiochi, ma anche le dichiarazioni del Ministro Valditara contro “titoli violenti”. Ad accomunare queste vicende c’è chiaramente una base di disinformazione, che spesso scredita in modo inapropriato il medium che tanto apprezziamo. Un recente comunicato della Sottosegretaria alla Cultura potrebbe però aver dimostrato qualche segnale di un cambio di prospettiva su questo settore.

Nel comunicato, pubblicato il 15 aprile, viene riassunto quanto dichiarato da Lucia Borgonzoni, Sottosegretaria alla Cultura, durante un intervento all’evento organizzato da IIDEA, associazione che rappresenta i videogiochi in Italia, nell’ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy. “Il rapporto presentato restituisce l’immagine di un’industria sana e in espansione, come testimoniato dalla crescita registrata sia lato imprese sia in termini di consumatori“, scrive Borgonzoni.

“[…] Il settore dei videogiochi in Italia si sviluppa lungo le direttrici della creatività e dell’innovazione, che incontrandosi danno vita a una forma di espressione culturale in grado di coinvolgere un pubblico eterogeneo e di trasmettere conoscenza. Si tratta infatti di un settore che ha la capacità di valicare i confini del mero intrattenimento, pensiamo ad esempio all’utilizzo nei musei o nelle scuole“, continua poi. Si conferma, anche quest’anno, l’importo di 12 milioni di euro di tax credit per il comparto, col fine principale di “sostenere e valorizzare le eccellenze videoludiche del nostro Paese”.

Gamer (@ShutterStock)

Mezzo propagandistico o forma artistica? Dipende dalle interpretazioni…

Nonostante la maggiore consapevolezza verso questo settore, seppur con qualche anno di ritardo, gli obiettivi fissati non sono estremamente chiari. Infatti si parla di valorizzazione delle eccellenze videoludiche ma con esplicito riferimento esemplificativo all’uso delle stesse come mezzo formativo in ambiente scolastico.

Di conseguenza non si intenderebbe più i videogiochi come forma artistica che inevitabilmente rispecchia la cultura odierna, alla quale il Sottosegretario alla Cultura stesso fa riferimento nel comunicato (“[…] danno vita a una forma di espressione culturale in grado di coinvolgere un pubblico eterogeneo e di trasmettere conoscenza“), bensì come mezzo volto a fini educativi, facilmente sfruttabile anche come mezzo propagandistico.

Resta però una questione di punti di vista, poiché concetti come “cultura” ma anche “videogioco” possono subire interpretazioni diverse, e la generalizzazione porta indubbiamente a fraintendimenti e considerazioni parzialmente scorrette. Potremmo dunque intendere queste dichiarazioni come la volontà del nostro governo di sfruttare mezzi di comunicazione interattivi per diffondere messaggi eticamente e socio-culturalmente rilevanti, ma questi mezzi potrebbero non combaciare con la visione che la comunità di videogiocatori ha sviluppato fin dagli albori di questo medium.

Secondo voi questi principi come verranno attuati? E voi invece cosa fareste? Fateci sapere la vostra su Nasce, Cresce, Respawna e continuate a seguirci per altre notizie del mondo del gaming:

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Loris Carbone

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