L’Organizzazione mondiale della sanità ha confermato diversi attacchi a strutture sanitarie in Ucraina che hanno provocato morti e feriti. A riportare la notizia sono una serie di fonti di stampa russe. Il Capo dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ci ha tenuto a sottolineare l’assurdità di questi atti così sprezzanti e atroci, ricalcando con una nota social che: “Attacchi contro strutture sanitarie o operatori sanitari violano la neutralità riconosciuta al personale medico e la legge umanitaria internazionale“. L’assalto a dei “plessi salvavita” quali quelli ospedalieri configura un’infrazione umanamente imperdonabile e si cataloga autonomamente tra i crimini di guerra che nessun uomo, in nessuna situazione, è legittimato a commettere.
Ovviamente è solo un’impressione, una sensazione superficiale, quella secondo cui la guerra in Ucraina abbia debellato, per qualche strano motivo, il Covid. La contesa tra Russia e Ucraina ha in realtà solamente asportato dello spazio mediatico alla questione pandemica, facendo passare in terzo piano il problema con cui conviviamo da ormai più di due anni. In verità, all’opposto, il conflitto non ha fatto altro che aggravare fattualmente la già precaria situazione epidemiologica del Paese invaso.
“Conflitto arrivato durante nuova ondata Covid nel paese che ha pochi vaccinati. Rischio esportazione casi fuori confine ma rischia molto anche chi resta. I bassi tassi di test dall’inizio del conflitto indicano che è probabile che ci sia una significativa trasmissione non rilevata. Insieme a una bassa copertura vaccinale, ciò aumenta il rischio che un gran numero di persone sviluppi malattie gravi. La carenza critica di ossigeno avrà un impatto sulla capacità di trattare i pazienti con Covid e molte altre condizioni” ha dichiarato in estrema preoccupazione il Dg Oms in un breafing con la stampa.
Risorse umane e materiali ridotte, edifici medici in meno, scarsa attenzione al problema, numero di vaccinati in stasi e una miriade di altri fattori sfavorenti stanno mal alimentando la situazione Covid della Nazione in battaglia. Per questo e per molti altri motivi l’ostilità russa si dimostra ancora una volta dannosa in larga scala e in lunga misura anche verso quelle questione della vita che, apparentemente, poco hanno a che fare con la disputa.
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di Gabriele Nostro
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