Il mondo degli esports e delle competizioni in ambito videoludico continua a crescere anno dopo anno, portando intrattenimento e aumentando il tasso di competitività. CS:GO, FIFA, League of Legends e Valorant sono solo alcuni dei titoli su cui i videogiocatori competono per essere considerati i migliori, e a volte ricorrono a tutto per vincere. Un esempio ci è fornito proprio da un evento accaduto recentemente durante un torneo di Valorant, dedicato a sole donne e persone non-binarie.
Il titolo di Riot Games è stato protagonista di un torneo, l’Astral Clash, organizzato da Galorants, una community accessibile solamente alle donne e a tutte quelle persone che non si identificano nei due generi. Quello che sarebbe dovuto essere un evento volto all’inclusività e all’abbattimento degli stereotipi ancora presenti nel mondo dei videogiochi, si è rivelato fonte di numerose controversie. Uno strano account Twitter, public court of opinion, infatti, ha pubblicato un documento contenente una serie di “prove” che inchioderebbero una concorrente. Ma cosa è successo? Stando a quanto riportato dall’utente, la giocatrice MarsArxa, partecipante al torneo e in forza al team Fallacy, avrebbe fatto giocare al suo posto il fidanzato, nonché pro-player, Nate “Payen” Lopez.
Public court of opinion, per rendere concrete e attendibili le accuse, ha redatto un documento in cui sono raccolte le prove del fatto. Immagini, video e dettagli sono stati passati sotto la lente d’ingrandimento pur di mostrare la colpevolezza di MarsArxa, ma a far insospettire l’account Twitter è stata una giocata in particolare. La giocatrice, durante un round, si è ritrovata da sola contro l’intero team avversario e con una serie di ottime giocate è riuscita a sbaragliare, senza troppa difficoltà, i rivali. A destare qualche sospetto è stata la nomea della concorrente, descritta come un player piuttosto ordinario e non particolarmente temuto. Ma non è tutto. A destare qualche sospetto sono state anche le interfacce, come la mini-mappa ad esempio, diverse rispetto al solito.
Qualora Riot Games verificasse l’accaduto, MarsArxa e il suo team rischierebbero di lasciare il torneo nonostante la vittoria ottenuta. Non è del tutto chiaro il motivo per cui la giocatrice avrebbe deciso di barare. Stando a quanto scrive l’autore del documento, però, MarsArxa avrebbe fatto giocare il fidanzato per aggiudicarsi il viaggio in Sud California riservato ai finalisti del torneo. La situazione che si è venuta a creare è davvero spiacevole e ha gettato ulteriore ombra sul team Fallacy.
Come riportato da Kotaku la squadra era già stata al centro di numerose critiche questa estate. Il team, infatti, sul suo canale Discord, avrebbe incoraggiato un giocatore a identificarsi come “non-binario” in modo da poter competere con loro. Fallacy avrebbe quindi sfruttato l’inclusività della community per ottenere un tornaconto personale, agendo tutt’altro che eticamente.
Tolto il valore simbolico del torneo, è davvero necessario far competere uomini e donne in due categorie diverse nel mondo degli esports? Fateci sapere cosa ne pensate. Per rimanere sempre aggiornati sul mondo del gaming, continuate a seguirci su Nasce, Cresce, Respawna.
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