Appena prima del podio troviamo una posizione condivisa da due brani entrati nella storia, totalmente diversi tra loro e appartenenti a due generazioni estremamente distanti. Da una parte abbiamo “Grazie dei fiori” di Nilla Pizzi, vincitrice del primo festival di Sanremo nel 1951. All’epoca il festival era totalmente diverso da come lo vediamo oggi. Innanzitutto le riprese erano ancora in bianco e nero, la TV poi non era così diffusa come oggi e gli interpreti in gara erano solamente 3! Ognuno di loro, poi, cantava diverse canzoni; i brani in gara in quell’edizione, infatti, furono ben 20.
Dall’altra parte abbiamo “Soldi” di Mahmood, molto più recente rispetto all’altro brano ad occupare la posizione, ma non per questo meno famoso. Soldi vinse l’edizione del 2019, il secondo Festival condotto da Claudio Baglioni, superando “I tuoi particolari” di Ultimo e “Musica che resta” de Il volo. Sia Grazie dei fiori che Soldi arrivarono in quarta posizione nelle vendite del loro anno, ma non per questo sono meno ricordate. Basta leggere i titoli di questi brani per avere in testa il loro ritornello per ore!
Siamo al gradino più basso del podio ed entrambe le canzoni a ricoprire questo posto nella nostra top hanno trovato la stessa posizione anche nella classifica delle vendite del loro anno: il terzo posto. Sembra un trend, una regola non scritta, a condividere la stessa posizione sono sempre brani totalmente diversi l’uno dall’altro, ma in questo caso la differenza generazionale è abissale. Se il primo brano è più tranquillo e rassicurante, l’altro è più aggressivo e hard rock. Stiamo parlando di Vola colomba, un altro brano di Nilla Pizzi, e Zitti e Buoni, dei Måneskin, che hanno vinto il festival rispettivamente nel 1952 e nel 2021: la seconda e la penultima edizione, più simmetrici di così non si può.
Se Vola colomba rispecchia l’animo del dopoguerra, in particolare riferendosi alla questione del ritorno di Trieste in Italia, Zitti e Buoni si riferisce a un’altra guerra, forse più culturale; una vera e propria critica alle passate generazioni e un invito alle nuove a mostrare sé stesse per come sono realmente. Successo planetario, il brano ha vinto persino l’Eurovision Song Contest, aggiudicandosi la terza vittoria italiana nella storia del concorso.
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