Attualità

Top 6 NCI, gli animali più letali del pianeta

3) Cane

Il migliore amico dell’uomo? Circa. I cani sono infatti sull’ultimo gradino del podio e causano l’anno ben 35.000 decessi. Pochi casi di attacchi o aggressioni da parte degli animali domestici più diffusi al mondo, ma migliaia di decessi legati al contagio della rabbia, proprio a causa della nostra vicinanza a questi animali.

Il virus può essere facilmente prevenuto con i vaccini, ma al contrario, una volta evidenti i primi sintomi dell’infezione, la morte sopraggiunge nella totalità dei casi.

 

Cane (@Shutterstock)

2) Serpenti

Arrivati al secondo posto della nostra speciale Top 6 troviamo forse il primo protagonista che ci saremmo aspettati, la famiglia dei serpenti. Questi animali, a causa dell’urbanizzazione e della perdita dell’habitat, hanno progressivamente aumentato il loro contatto con l’uomo e di conseguenza gli incidenti letali.

I serpenti sono responsabili di circa 100.000 morti l’anno, sebbene contrariamente a quanto ci si possa aspettare abbiano un carattere abbastanza mansueto ed attaccano l’uomo esclusivamente come strumento di difesa. Il maggior numero di vittime si registra in Africa, alcune zone dell’Asia ed in Australia.

Menzione speciale in Top 6: L’essere umano

Sul secondo gradino del podio in realtà ci sarebbe l’essere umano, che tra guerre, omicidi e simili concorre a ben 475.000 decessi l’anno, un dato fuori scala se paragonato con gli altri e non pareggiato da nessun’altra specie nel regno animale. Che l’uomo viva in un costante stato di guerra è un fatto acclarato, ma quantificare le vittime di un solo anno fa comprendere l’entità di ciò di cui stiamo parlando.

1) La zanzara

L’animale più fastidioso è anche di gran lunga il più letale che esiste al mondo, causa di circa un milione di decessi l’anno. La zanzara è portatrice di diverse malattie che in particolare hanno messo in ginocchio l’Africa e l’Asia negli ultimi decenni come Zika, Dengue e Malaria. La fama di insetto fastidioso legata a quest’animaletto tipico del periodo estivo andrebbe dunque rivisitata e andrebbe ritenuta più alla stregua di una minaccia per noi nel prossimo futuro. Esemplari portatori di virus e batteri infatti potrebbero presto spostarsi, a causa dei cambiamenti climatici e dell’urbanizzazione, e raggiungere zone dove l’incidenza è praticamente pari a zero, come il continente europeo.

 

Zanzara (@Shutterstock)

 

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Enrico Tiberio Romano

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