VLC, un sito turistico relativo alla città di Valencia, ha riportato per la prima volta sul web il mito più discusso riguardo l’origine che vi è alla base dello strano amore dei valenciani per i pipistrelli. Secondo la leggenda, quando Jaume I cercò di conquistare la città di Valencia, un pipistrello entrò nella sua stanza nel mezzo della notte, colpendo la sua armatura e altri oggetti. Questo lo indusse a svegliarsi e a rendersi contro di un pericoloso attacco a sorpresa, che stavano sferrando contro di lui. Grazie al pipistrello, fu in grado di prevenire l’attacco e ne uscì vincitore. Jaume volle rendergli omaggio posizionando il “Rat Penat” sullo scudo della città di Valencia. Il lignaggio è ancora presente, il pipistrello è anche simbolo di altre istituzioni e organizzazioni, come del Valencia CF.
Stesso luogo, simile il personaggio principale, completamente diversa la vicissitudine. La scultura del Parterre de Jaume I, un’opera centenaria illustrante il destriero di Jaume I, porta a cuore un taciuta e auspicata speranza. La leggenda narra che la statua di 11 tonnellate e mezzo contenga un tesoro. Secondo il mito, il proprietario dell’equino, un corriere di Marxalenes chiamato Rafael Martí, quando ha fuso il bronzo sull’opera, unì il suo cappello al metallo liquido. La leggenda narra che in quel cappello ci fossero tutti i risparmi della sua vita. Quindi, dentro il cavallo di Jaume I, potrebbe esserci una vera fortuna.
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