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TIM: Governo condannato a risarcire 1 miliardo di euro; presentato il ricorso in Cassazione

di Lorenzo Peratoner

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Punto di svolta per un contenzioso giuridico tra Governo italiano e TIM aperto da circa 25 anni. Nella giornata di ieri, infatti, la Corte d’Appello di Roma si è pronunciata con una sentenza a favore dell’azienda di telecomunicazioni, la quale dovrebbe essere risarcita per una cifra che, tra interessi e spese legali, si aggirerebbe intorno a 1 miliardo di euro.

Le origini del contenzioso tra TIM e Governo

Nel 1997 il Governo Prodi aveva avviato un processo di liberalizzazione del servizio di telecomunicazioni, portando alla vendita delle azioni che lo Stato deteneva all’interno dell’allora Telecom.

Il Governo italiano, tuttavia, aveva richiesto nel 1998 il pagamento dei canoni di concessione per lo sfruttamento della linea telefonica, per un valore di circa 530 milioni di euro; questo contributo obbligatorio era calcolato sulla base del fatturato dell’azienda. Si trattava di una richiesta che, dopo un anno dalla liberalizzazione, era tuttavia ritenuta illegittima, secondo quanto dichiarato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

TIM, in un comunicato stampa, ha infatti ricordato:

“Sulla vicenda è intervenuta in più occasioni la Corte di Giustizia dell’Unione Europea segnalando il contrasto tra la direttiva sulla liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni e le norme nazionali che avevano prorogato per il 1998 l’obbligo di pagamento del canone a carico dei concessionari di settore.

In particolare, nel 2020 la magistratura europea ha stabilito che il sistema normativo comunitario non consentiva a una normativa nazionale di prorogare per l’esercizio 1998 l’obbligo imposto a un’impresa di telecomunicazioni, precedentemente concessionaria (come TIM), di versare un canone calcolato in funzione del fatturato, ma permetteva soltanto la richiesta di pagamento dei costi amministrativi connessi al rilascio, alla gestione, al controllo e all’attuazione del regime di autorizzazioni generali e di licenze individuali”.

In parole povere, la richiesta del Governo italiano sarebbe stata assolutamente ingiustificata, come sentenziato dalla Corte di Giustizia europea, perché contraria al processo di liberalizzazione terminato l’anno precedente; questa misura, pertanto, si dimostrerebbe illegittima dinanzi al diritto europeo.

La società di telecomunicazioni, infatti, dopo aver pagato quanto richiesto, aveva presentato ricorso nel 2000 contro il decreto attuativo che presentava le modalità di versamento del contributo preteso dallo Stato; dal Tar del Lazio, tuttavia, la decisione è stata rimbalzata alla Corte di Giustizia europea che, nel 2008, si pronunciò a favore di TIM. Parallelamente al ricorso, tuttavia, l’ex Telecom avrebbe anche presentato una richiesta di rimborso, rigettata dal Tar del Lazio nel 2008, non andando in contrasto con la sentenza europea.

L’ammontare totale del risarcimento

Come ultima spiaggia, TIM si era pertanto rivolta alla Corte d’Appello di Roma che, nella giornata di ieri, si è pronunciata a favore della società, con una sentenza “immediatamente esecutiva“.

La cifra monstre che lo Stato deve sostenere ammonterebbe a quasi 1 miliardo di euro, partendo dai quasi 530 milioni (richiesti nel 1998 dallo Stato) e sommando gli interessi e le spese legali. Il Governo, dinanzi alla sentenza, ha tuttavia promesso battaglia legale; in una nota è stato infatti rivelato che ricorrerà alla Cassazione:

“La Presidenza del Consiglio dei Ministri, appresa la notizia della sentenza di condanna della Corte d’appello civile di Roma a risarcire in favore del Gruppo TIM la somma di circa 528 milioni di euro, oltre interessi, rivalutazione monetaria e spese di lite, comunica che proporrà ricorso per Cassazione e chiederà la sospensione degli effetti esecutivi della pronuncia”.

Grazie alle indiscrezioni trapelate da Bloomberg poco prima dell’annuncio effettivo della sentenza, la Borsa ha fatto schizzare in alto i titoli di TIM del 5,19% a 0,233 euro; in seguito al ricorso da parte del Governo, tuttavia, i titoli avrebbero registrato un lieve declino, arrivando nella data di oggi con un -1,80% a 0,2288 euro.

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Fonti: ANSA, Governo, TIM

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