Brandon Adler, il game director di Obsidian, ambisce a creare in The Outer Worlds 2 ambienti con aree molto vaste, perché “è ciò che i giocatori ci hanno detto di preferire“, citando direttamente le parole di Adler. Infatti, sembra che gli sviluppatori si siano concentrati molto sul fattore dell’esplorazione, ma approfondiamo meglio l’argomento.
Il team di sviluppatori, raccogliendo i feedback dei giocatori, si è impegnato a risolvere una delle limitazioni più evidenti del primo capitolo: l’estensione delle mappe di gioco. In The Outer Worlds 2, infatti, l’obiettivo è quello di offrire ambienti molto più ampi ed esplorabili. Il passaggio a Unreal Engine 5 rende possibile questa evoluzione, migliorando non solo l’ampiezza geografica, ma anche la densità di contenuti, scoperte ed attività all’interno del mondo di gioco.
Questa espansione, sotto ogni punto di vista, non è lasciata al caso: deve infatti rispettare una serie di principi. Tra questi, spicca la creazione di punti di interesse visivamente attraenti anche da lontano, capaci di incuriosire il giocatore e spingerlo ad allontanarsi dai percorsi principali. Il game director ha ribadito l’importanza dell’esplorazione, elemento chiave del gameplay, che deve essere stimolante e portare naturalmente il giocatore verso quelle che conosciamo come missioni secondarie.
Proprio partendo da queste filosofie, il team di The Outer Worlds 2 ha deciso di arricchire gli ambienti non solo con missioni opzionali, ma anche con personaggi da scoprire e piccole storie nascoste, come già accadeva nel primo capitolo. Insomma, un ritorno alle origini che non stravolge, ma affina e migliora gli aspetti in cui The Outer Worlds aveva ancora margini di crescita.
Per Adler è fondamentale che nessuna area giocabile risulti simile a quella precedente o a quella successiva. In una delle sue interviste, ha sottolineato come lui e il suo team lavorino con l’obiettivo di progettare ogni mondo in modo che sia unico, distinto da tutti gli altri, ricco di dettagli in modo tale da stupire continuamente il giocatore.
Basta fermarsi un attimo a riflettere su cosa significhi rendere possibile tutto questo per capire quanto imponente sia lo sforzo del team di Obsidian, sia a livello creativo che tecnico.
Già nel trailer, ci rendiamo conto di quanto siano riusciti nel loro intento: vediamo biomi estremamente diversi tra di loro, mantenendo però la qualità totale del prodotto.
Si prospetta come un gioco degno di nota, ma sarà all’altezza delle aspettative dei fan? Fatecelo sapere sulla nostra pagina Instagram! Inoltre, vi consigliamo di recuperarvi questo articolo su The Outer Worlds!
Articolo di Emily Mirelli
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