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Scienza: nuovi studi per sbloccare lo smartphone con il… respiro!

Tutti noi abbiamo uno smartphone, nuovo o vecchio che sia, ed è facilmente sbloccabile attraverso l’impronta digitale delle nostre dita o tramite il riconoscimento facciale dei nostri volti. Ma gli smartphone del futuro, come riportato da Focus, si sbloccheranno (forse) con il respiro!

Ogni individuo, infatti, è dotato di un modo unico di far defluire l’aria dalla bocca dovuto alla diversa conformazione delle vie aeree, della faringe, della laringe e delle cavità paranasali. Tali differenze in ognuno di noi, come possono essere i tratti somatici del volto o le impronte digitali, potrebbero aiutare a mettere a punto una nuova tipologia per lo sblocco dei nostri telefoni. Questo nuovo tipo di sblocco, secondo gli esperti, potrebbero rendere ancora più sicuri i nostri dispositivi.

La scoperta in India e i primi risultati

A scoprire quella che potrebbe essere la nuova tecnologia del futuro è stata un’équipe di scienziati indiani del Madras Institute of Technology di Chennai, capoluogo dello stato di Tamil Nadu. L’idea è venuta quando, quasi per caso, si sono iniziati a sperimentare i dati respiratori registrati da un sensore di velocità per capire se potessero essere letti dall’Intelligenza Artificiale.

Il fine iniziale era di tipo medico/scientifico. Si voleva infatti capire se, grazie all’aiuto dell’IA, si riuscivano ad identificare le persone afflitte da difficoltà respiratorie, con l’obiettivo di realizzare dei farmaci.

test sono stati compiuti su un campione di 94 volontari di entrambi i sessi. Di questi sono stati registrati 10 respiri consecutivi attraverso l’utilizzo di un sensore di velocità dell’aria, in grado di effettuare oltre 10.000 letture al secondo. I dati raccolti sono stati analizzati da un software di AI redigendo un profilo respiratorio per ognuno degli individui. Attraverso la registrazione dei respiri, i ricercatori sono riusciti a verificare, con una precisione del 97%, se ogni nuovo respiro provenisse o meno dal soggetto sotto esame. Il tutto solo basandosi sulla velocità di emissione del respiro.

Una sicurezza vitale e non solo…

Secondo il capo della sperimentazione universitaria, Mahesh Panchagnula, i risultati potranno ancora di più essere perfezionati attraverso nuove ricerche e utilizzo di nuovi parametri (densità dell’aria, temperatura, composizione).

Inoltre, riprendendo l’idea di utilizzare il respiro per lo sblocco degli smartphone, si intravede qui una caratteristica unica. Infatti, lo sblocco funzionerebbe solo con le persone in vita, che effettivamente respirano, realizzando quindi una sicurezza… vitale! Gli smartphone attuali, invece, che prevedono sblocchi con impronte e volto, possono essere attivati anche da persone non più in vita, essendo che impronte e caratteristiche facciali, possono non venir meno con la morte. Al contrario, è impossibile replicare il respiro di una persona non più in vita.

E tu cosa ne pensi? Credi potrà essere una tecnologia futura? O sono esperimenti fini a sé stessi? Faccelo sapere con un commento!

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Giorgio Stanga

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