Attualità

Poggioreale, richiesta dei detenuti a Sky per vedere il Napoli “in chiaro”

Direttamente dal carcere di Poggioreale arriva una richiesta “abbastanza insolita”. Il calcio è molto sentito a Napoli, e questo include anche i detenuti del carcere, che hanno voglia di vedere in tv la loro squadra del cuore.

L’appello a Sky

 

Sky (@Shutterstock)

 

Come riporta Il Mattino, Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Regione Campania ha visitato a Ferragosto il carcere di Poggioreale, quartiere di Napoli. Da giorni era montata la protesta per poter vedere senza abbonamento le partite del Napoli, chiaramente la squadra più seguita dai detenuti di Poggioreale.

Una protesta che alla fine sembra aver convinto il Garante dei detenuti, che al giornale Il Mattino ha dichiarato: “Come mia abitudine nel giorno di Ferragosto ho visitato il carcere di Poggioreale per un giro di ascolto e perché l’azione dell’Ufficio del Garante non conosce ferie. Ho visitato il padiglione Roma e il centro clinico Sai. Per il carcere occorre fare poco, che diventa molto”.

Samuele Ciambriello ha anche annunciato: “Abbiamo iniziato delle interlocuzioni con i vertici Sky, ma faccio un appello ad associazioni o sponsor privati che siano disponibili a offrire un supporto economico e li invito a mettersi in contatto con il mio ufficio”.

Poggioreale: le altre richieste

Le richieste dei detenuti non si fermano alle partite del Napoli. Il Garante dei detenuti ha anche avanzato altre proposte: “Il campo di calcetto, realizzato molti anni fa grazie a un contributo regionale, ha bisogno di un nuovo manto, affinché possa tornare ad essere utilizzato”.

Le proposte non sono limitate al calcio, ma ci sono molte altre problematiche all’interno del carcere. Tra le richieste troviamo la possibilità di poter acquistare prodotti femminili per i detenuti trans in quello che il Garante definisce: “Un carcere, che è invece pensato solo al maschile”.

Difficoltà anche i detenuti più anziani: “Ho incontrato un uomo di 90 anni che deve scontare poco più di due anni di pena ma per il quale non si trova una struttura che lo possa ospitare. Come lui ci sono diverse persone di età avanzata che, con pochi accorgimenti, potrebbero terminare di espiare la pena in modalità alternativa”.

I problemi sono tanti ma che ormai caratterizzano tutte le strutture penitenziarie italiane.

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