Ivan Perisic (@Shutterstock)
È ormai ufficiale il passaggio di Ivan Perisic al Tottenham; ad annunciarlo è il club, con un comunicato ufficiale. A Londra, l’esterno croato ritroverà così il suo ex allenatore per la stagione 2020/21 Antonio Conte. Confermato quindi il primo addio della sessione di mercato per l’Inter, che dovrà salutare uno dei giocatori chiave della visione di Simone Inzaghi. Andiamo dunque a ripercorrere la carriera in nerazzurro del vice campione del mondo nel 2018, in occasione del suo trasferimento in Inghilterra.
Ivan Perisic arriva all’Inter nella stagione 2015-16 dal Wolfsburg, per volere dell’allora allenatore dei nerazzurri Roberto Mancini. L’esterno è tatticamente fondamentale, in quanto capace di adattarsi sia nel 3-5-2 che nel 4-3-3, ed entra subito nei meccanismi della squadra, nonostante i diversi allenatori che hanno seguito l’ex Manchester City sulla panchina del club meneghino. Grazie alle sue buone prestazioni, riesce a conquistare non solo i tifosi e gli allenatori, ma persino i compagni, diventando così uomo spogliatoio.
Il momento di flessione di Perisic nell’avventura nerazzurra inizia con il ritorno in Champions League della squadra e il cambio in panchina; Luciano Spalletti viene esonerato e al suo posto subentra Antonio Conte. Per l’allenatore pugliese però, l’esterno non è adatto alla sua idea di 3-5-2 e decide di cederlo in prestito. Il Bayern Monaco ne approfitta, e riesce a riportarlo per una stagione in Germania; qui chiuderà la stagione con la vittoria del Treble (Bundesliga, Coppa Nazionale e Champions), per poi ritornare a Milano.
Nonostante la buona stagione disputata, il Bayern decide di non riscattarlo, e Ivan torna ad Appiano Gentile, dove trova la fiducia di Conte. Qui diventa una pedina fondamentale nel 3-5-2, che porterà poi l’Inter alla vittoria dello Scudetto 2020/21. Poi, cambia l’allenatore ma non la storia: anche con Inzaghi il croato è inamovibile, nonostante l’arrivo di Robin Gosens dall’Atalanta a gennaio.
Con i nerazzurri, nelle sei stagione passate all’ombra del Duomo, ha collezionato 268 presenze, impreziosite da 56 gol e 39 assist in tutte le competizioni giocate.
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