Questa è, quasi sicuramente, una delle regole, se non la regola, che dalla sua introduzione fa più discutere. Storia contemporanea quella del VAR, il Video Assistant Referee, strumento introdotto per cercare di placare le proteste di tifosi e squadre che potevano sentirsi danneggiate da episodi arbitrali dubbi.
Introdotto nel 2016, il VAR fa il proprio debutto ufficiale alla Coppa del Mondo per club 2016 e viene utilizzato in Serie A dal 2017. Proprio alla prima giornata del campionato italiano del 2017/18 venne usato, per la prima storica volta, il VAR nel match che vedeva scontrarsi a Torino, Juventus e Cagliari. Siamo al 37′ del primo tempo e si verifica un caso dubbio nell’area di rigore bianconera e dopo un consulto tra gli arbitri venne accordato un calcio di rigore alla formazione isolana, rigore che venne poi parato da Buffon.
Il VAR, deve essere usato esclusivamente in quattro casi, definiti determinanti per lo sviluppo della partita e del risultato:
Gli arbitri presenti presenti nella VOR (Video Operation Room) sono il VAR (solitamente un fischietto) e l’AVAR (solitamente un assistente) che sono in costante comunicazione via radio con l’arbitro in campo.
La fase di consultazione durante un check è formato da tre diverse fasi:
La decisione finale spetta all’arbitro.
Arbitro al VAR (@Shutter Stock)
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