Maturità (@Shutterstock)
Una delle più grande incognite che ogni anno centinaia di migliaia di studenti devono affrontare è quella dell’esame di Maturità. Con i frequenti cambi di Governo e con la situazione incerta del COVID, le modalità di svolgimento dell’esame risultano sempre particolarmente condizionabili da questi fattori esterni. Di recente, tuttavia, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, in un’intervista a La Stampa, ha fornito delle linee guida su cosa potremmo aspettarci per la Maturità 2023. Vediamo i dettagli…
La volontà di Valditara sarebbe quella di riportare la Maturità a prima del COVID. Si tratta quindi di un ritorno alla normalità, per segnare un nuovo inizio della scuola dopo i complessi anni della pandemia. Il punto di riferimento, quindi, per il “nuovo” esame sarà la legge del 2017, che porta la firma dell’ex Ministra Valeria Fedeli; in merito il Ministro ha affermato:
“Prima di decidere ho sentito esperti e addetti ai lavori. Alla fine è parsa la soluzione più ragionevole. Se dovesse funzionare male, si interverrà, ma l’idea che si cambi la maturità solo per mettere un timbro trovo sia inappropriata”. (ANSA)
Seguendo quindi gli esempi del passato, l’esame consisterà, previ eventuali cambiamenti, in due prove scritte (la prima di italiano, la seconda specifica di indirizzo) e un orale. Su quest’ultima parte dell’esame, tuttavia, Valditara ha spiegato che manderà una circolare apposita circa lo svolgimento. Secondo le parole del Ministro, tuttavia, non dovremmo aspettarci dei grandi stravolgimenti:
“Il colloquio interdisciplinare deve valorizzare le competenze degli studenti. E verificare la loro capacità di fare collegamenti tra le materie. Non è, quindi, un colloquio disciplinare, non deve esserci l’interrogazione in italiano, in greco o in matematica. Le competenze disciplinari la scuola le ha già accertate con il giudizio finale che ammette all’esame di Stato”.
A differenza della Maturità 2017 il peso dato al PCTO (l’ex Alternanza scuola-lavoro) sarà molto ridotto, non rappresentando più una condizione necessaria per accedere all’esame. Il motivo di questa scelta è legata ai due anni di pandemia, che hanno penalizzato molti studenti che non sono riusciti a completare il monte ore previsto.
Per quanto riguarda gli scritti non ci dovrebbe essere nulla di nuovo sotto il sole, il Ministro in merito si è limitato a fornire dei suggerimenti agli studenti:
“Ci saranno tracce che presumeranno la lettura dei giornali o la lettura dei libri. Il mio invito ai ragazzi è a partecipare e a essere informati sulla vita pubblica e su ciò che accade nella società. Per essere cittadini consapevoli e quindi maturi, occorre leggere i libri e leggere i giornali e informarsi”.
Sottolineiamo tuttavia che questa è solo un’intervista, le indicazioni ufficiali sull’esatto svolgimento dell’esame verranno pubblicate più avanti; la redazione di NCI sarà ovviamente pronta ad aggiornarvi non appena arriveranno notizie in merito.
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