Rashford (@Shutterstock)
Un talento del calcio inglese si sta risollevando dalle ceneri. Per quella che è stata una giovane promessa, le scorse stagioni si sono rivelate particolarmente difficili, tanto che i tifosi del Manchester United avevano cominciato a dubitare delle sue capacità. Ma il pallone rotola, e il tempo spesso dà una seconda possibilità. Questo è il caso di Marcus Rashford, un giocatore ritrovato.
Marcus Rashford è nato come calciatore alle giovanili del Manchester United, nelle quali ha iniziato a militare nel 2005. Il suo esordio è stato il coronamento di un sogno: Louis van Gaal, all’epoca allenatore dei “Red Devils“, lo convocò in un match di Europa League contro il Midtjylland il 25 febbraio del 2016, all’età di 18 anni. Antony Martial, punta centrale nella partita, si era infatti infortunato durante il riscaldamento, costringendo il tecnico olandese a sostituirlo con il giovane talento di casa. Marcus rispose presente, mettendo a segno una doppietta, ciliegina sulla torta di una prestazione sontuosa dei Red Devils: netto 5-1 in quel di Old Trafford.
Van Gaal, dopo un esordio così brillante, iniziò a schierare Rashford sempre più spesso come titolare, ottenendo risultati positivi, come il gol vittoria nel derby del 20 marzo 2016. Nonostante la titolarità nella finale di Europa League del 2017, durante la seconda stagione con Josè Mourinho sulla panchina, Marcus rimase indietro nelle gerarchie del tecnico; questo per l’arrivo dall’Everton di Romelu Lukaku. Dopo l’arrivo di Ole Solskjær, Rashford riuscì a ritagliarsi più spazio.
Rashford (@Shutterstock)
Nonostante le prime esaltanti stagioni, a causa di un rendimento altalenante, Rashford sembrava destinato ad andare incontro a un lento declino stagione dopo stagione. I numeri non erano più stati entusiasmanti come in origine, come testimoniato dalla mediocre scorsa stagione dell’attacante dei Diavoli Rossi. Infatti, con l’arrivo di Ralf Rangnick in panchina, l’attacante mise a referto soltanto 4 gol e 2 assist in 25 presenze di Premier League e 1 rete in 5 apparizioni di Champions League, mentre per quanto riguarda le 2 partite giocate in FA Cup Rashford non andò proprio in gol.
Queste statistiche possono trovare motivazione anche nel fatto che il tecnico tedesco lo schierasse come ala o trequartista, dietro a Cristiano Ronaldo o, più raramente, Edinson Cavani. Una posizione che probabilmente non gli si addiceva.
La svolta è avvenuta con l’approdo in panchina di Erik Ten Hag, ex tecnico dell’Ajax. L’olandese ha riportato Marcus Rashford al centro della manovra offensiva dello United, e in questa stagione il talento inglese ha cominciato a brillare come non mai. I dati sono da bomber: 14 gol e 3 assist in 24 presenze di Premier League, 4 gol e 2 assist in 5 partite di Europa League, 5 gol e 2 assist su 5 apparizioni in Carabao Cup, e 1 gol e 2 assist in 2 sole partite di FA Cup. Il computo recita 24 gol e 9 assist in tutte le competizioni di questa stagione, ancora lontana dal finire. Numeri di primo livello, che rispecchiano le aspettative dei “Red Devils” sul 25enne.
Nella posizione di punta centrale sta rendendo al meglio, e questa affermazione è stata confermata dalla partita pirotecnica fra United e Barcellona, nella quale Rashford ha segnato e poi propiziato l’autogol di Jules Koundé. Domenica 26 febbraio si giocherà la finale di Carabao Cup contro il Newcastle, con i Red Devils che hanno la possibilità concreta di portare a casa il primo trofeo dopo l’Europa League vinta nel 2017. Vedremo se Marcus Rashford riuscirà a dare l’affondo decisivo per la vittoria della coppa…
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