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Londra – Nei giorni scorsi si è conclusa la prima fase dell’esperimento di settimana lavorativa corta in Gran Bretagna. Il progetto ha riscosso un enorme successo e le aziende coinvolte lo confermano.
Il Regno Unito non è estraneo ai numerosi problemi che stanno affliggendo il vecchio continente: l’inflazione che avanza, il caro vita che aumenta, 1 milione e mezzo di posti lavoro scoperti e il valore della sterlina che non accenna a dare segnali di ascesa. A tutti questi problemi, ora, va ad aggiungersi il taglio delle tasse ai ricchi su cui punta la nuova prima ministra Liz Truss; l’unica nota positiva, attualmente, arriva dal mondo del lavoro dove inizia a vedersi una nuova luce di speranza per i lavoratori.
Secondo quanto riporta la BBC, in questi giorni si è appena conclusa la prima parte dell’esperimento di settimana lavorativa corta per oltre 70 aziende britanniche. I lavoratori, infatti, hanno dedicato soltanto 4 giorni alla settimana alle loro aziende senza avere, però, decurtazioni in busta paga. Sono 3.300 i lavoratori che partecipano al progetto e, arrivati ormai al giro di boa, ci sono dati confortanti per il futuro.
Tra le 73 aziende coinvolte nel progetto, ben 41 hanno deciso di condividere il proprio giudizio sull’esperimento: all’interno di questa cifra significante, l’86% ha valutato positivamente il progetto di settimana lavorativa corta ed è intenzionato a mantenere il regime di 4 giorni lavorativi per i propri impiegati anche dopo la conclusione del progetto. La produttività interna di queste aziende, infatti, è rimasta la stessa o è addirittura aumentata, un fattore che non si può non tenere in considerazione.
L’associazione che ha lanciato il progetto “4 Day Week” ha dichiarato che, in base ai dati forniti durante i primi tre mesi dell’esperimento, la settimana lavorativa corta ha permesso ai lavoratori con figli di risparmiare sulle proprie spese per una cifra di circa 300 euro al mese; inoltre, ci sono anche vantaggi per le aziende, come i risparmi sulle bollette energetiche: un toccasana in questo particolare periodo che stiamo attraversando. Alla luce di questi dati che fanno ben sperare, il parlamentare laburista Peter Dowd ha presentato ufficialmente un disegno di legge per ridurre la settimana lavorativa da 48 a 32 ore su tutto il territorio nazionale, non resta che aspettare la discussione per capire se siamo, finalmente, dinanzi ad una nuova svolta nel mondo del lavoro. Da sottolineare, però, che il programma è attuato anche da altri Paesi come Stati Uniti, Irlanda, Nuova Zelanda e Australia e che, quindi, potrà prendere sempre più piede in tutto il mondo a prescindere dalle sorti della discussione nel Parlamento inglese.
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